Secondo quanto riportato da Corriere della Sera, la UEFA è fermamente contraria alla nomina di un commissario straordinario per la FIGC. Questa decisione potrebbe mettere a rischio il diritto dell’Italia di ospitare Euro 2032 e persino portare all’esclusione dei club italiani dalle competizioni europee.
La UEFA si aspetta che le elezioni presidenziali della FIGC, previste per il 22 giugno 2026, avvengano senza interferenze politiche. Un nuovo scandalo arbitrale è emerso in Italia poche settimane dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, in seguito all’eliminazione dell’Italia dai playoff di Coppa del Mondo. Questo ha spinto il Ministro dello Sport Andrea Abodi a suggerire misure straordinarie, come la nomina di un commissario esterno alla FIGC.
Tuttavia, secondo Corriere della Sera (via Calcio&Finanza), uno scenario del genere preoccuperebbe profondamente la UEFA. L’organo di governo del calcio europeo ha avvertito che qualsiasi intervento politico nella Federazione Italiana Giuoco Calcio potrebbe mettere a repentaglio il diritto dell’Italia di co-ospitare Euro 2032 e potrebbe persino portare all’esclusione dei club italiani dalle competizioni europee.
La nomina di un commissario FIGC, da parte del CONI, metterebbe di fatto la federazione sotto amministrazione, uno scenario che la UEFA desidera evitare. Secondo il report, il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, ha già discusso la questione con il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin.
Anche se l’organo di governo del calcio europeo non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’argomento, la sua posizione è chiara e potrebbe portare a conseguenze severe per l’Italia qualora venisse nominato un commissario invece di un nuovo presidente eletto.
Simonelli ha dichiarato domenica riguardo alla nuova indagine arbitrale della Procura di Milano: «Giudizi o conclusioni affrettate di qualsiasi natura sono fuori luogo mentre si attende doverosamente che le indagini completino il loro percorso verso la verità. Nessuno di noi conosce alcun dettaglio della vicenda, e come custodi, questo è il nostro esatto dovere fino al giudizio definitivo.»
