L’allenatore ad interim dell’Italia, Silvio Baldini, ha dichiarato che intende convocare esclusivamente giocatori della squadra Under 21 per le amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia. Ha inoltre spiegato che gli allenatori in Serie A devono trovare un equilibrio tra il raggiungimento dei risultati e l’opportunità di far giocare i giovani.
Baldini guiderà l’Italia in due partite amichevoli: il 3 giugno contro il Lussemburgo e il 7 giugno contro la Grecia, entrambe in trasferta. Queste partite si svolgeranno nei periodi che sarebbero stati destinati alle amichevoli di preparazione alla Coppa del Mondo, se gli Azzurri si fossero qualificati.
Tuttavia, a seguito della mancata qualificazione ai play-off della Coppa del Mondo a fine marzo e delle dimissioni del CT Gennaro Gattuso, è attesa una rosa giovane per le amichevoli di giugno. Baldini ha confermato che tutti i giocatori convocati proverranno dalla squadra Under 21.
«Essendo l’allenatore dell’Under 21, e dopo le dimissioni di Gattuso, convocherò solo giocatori dell’Under 21 per le due amichevoli contro Lussemburgo e Grecia. È un atto di logica, non di coraggio», ha affermato il CT ad interim dell’Italia Baldini durante la presentazione del Premio Maurizio Maestrelli martedì.
«Bisogna saper scegliere le persone giuste. Al momento della proposta, ho detto al Presidente Gravina ‘Accetto, ma porterò l’Under 21’. Voglio valorizzare il mio lavoro e anche mostrare chi sono questi ragazzi.»
Recenti indiscrezioni indicano che il capitano della nazionale Gianluigi Donnarumma si è reso disponibile per le prossime amichevoli di giugno, ma resta da vedere se verrà chiamato.
Baldini spiega perché i giovani giocatori italiani faticano ad avere opportunità
Baldini ha poi discusso della sua carriera fino ad oggi. Il 67enne ha ricoperto ben 20 ruoli da capo allenatore in una carriera lunga e ricca di eventi, ma solo una volta è rimasto per più di due stagioni.
«Ognuno ha la sua storia. Io ho il mio percorso, non direi complicato, ma ho vissuto certe situazioni fin da giovane e sono sempre stato guardingho, mi sono sempre difeso. Quando si presentano queste situazioni, so che do la mia peggiore versione di me stesso, quindi è meglio andarsene», ha spiegato.
Successivamente, il CT ad interim ha espresso il suo parere sulle recenti problematiche riguardanti la nazionale italiana e le richieste di maggiori opportunità per i giovani in Serie A.
«Tutti questi ragazzi devono capire che per essere giocatori completi, bisogna giocare per il collettivo, bisogna essere un gruppo. Per essere un gruppo, bisogna rispettare le regole. Non sono imposizioni, ma rendono le persone più disciplinate.»
«Si parla molto della necessità di far giocare i giovani, di avere coraggio, ma poi si dice che conta il risultato. Se non si vince, il percorso non conta. È difficile insegnare alle persone che non si gioca solo per il risultato.»
«Diciamo tutti che quello che conta è vincere, non partecipare, che il secondo posto è il primo dei perdenti. Se continuiamo con questa mentalità, ditemi come si suppone che aiutiamo i giovani a crescere, ad avere coraggio, a non avere paura. Non è facile combinare queste due cose.»
«Alleno da molti anni e mi sono trovato in una situazione che non avrei mai pensato potesse accadere.»
