Serginho ha esortato il Milan a non farsi prendere dal panico dopo la recente sconfitta contro l’Udinese, insistendo sul fatto che il club possiede qualità sufficienti per garantirsi un posto tra le prime quattro posizioni. Secondo l’ex terzino brasiliano, le prossime due partite contro Verona e Juventus saranno decisive per la stagione.
Serginho, che ha giocato sette anni a San Siro ed è ancora una figura molto amata dal club, ha offerto un’analisi misurata ma ottimista della squadra, che ha visto il suo vantaggio in Champions League ridursi in un momento critico. La sconfitta contro l’Udinese ha portato il distacco del Milan dalla quinta posizione (occupata dal Como) a soli cinque punti, con sei partite rimanenti.
«Non è successo nulla di particolarmente strano o anomalo sabato,» ha dichiarato Serginho, secondo quanto riportato dalla Gazzetta. «Questa stagione la squadra ha giocato bene contro le grandi squadre, ma ha faticato contro avversari di centro classifica e minori. Quando il Milan deve prendere l’iniziativa e costruire il gioco, trova maggiori difficoltà, è successo anche contro il Parma.»
Serginho: ‘Il Milan deve giocare in Champions League’
La sua fiducia nel quadro generale, tuttavia, rimane incrollabile. «Il Milan ha il suo destino nelle proprie mani e dipende solo da sé stesso,» ha affermato. «Non guardo il calendario, credo che questa rosa abbia il potenziale per finire seconda o terza se ritroverà l’equilibrio e la solidità che li hanno portati a 24 partite senza sconfitte in campionato. Dalla prossima partita spero di rivedere quella squadra.»
Riguardo alla situazione di Leão, il cui nome è stato sonoramente fischiato dal pubblico di San Siro, Serginho ha riconosciuto la frizione, offrendo però una prospettiva caratteristicamente ottimista. «San Siro è uno stadio esigente che lo ha applaudito molte volte quando ha segnato e fornito prestazioni importanti,» ha detto. «Forse i fischi di sabato saranno uno stimolo in più per lui per dimostrare il suo valore in questo finale di stagione. A volte basta un gol per riaccendere l’amore. Se segnasse il gol decisivo contro la Juventus, per esempio…»
È stato altrettanto chiaro riguardo alla posta in gioco. «Il Milan deve giocare in Champions League, per la sua storia, per il club che è e per i tifosi che ha. Sono ottimista e non voglio nemmeno pensare di non essere tra le prime quattro dopo l’ultima giornata. Credo in Allegri e nei suoi giocatori. Contro Verona e Juventus vedremo il vero Milan. Ne sono convinto.»
