È un sentimento agrodolce quello che pervade i tifosi della Roma quando si ripensa a Mohamed Salah. L’orgoglio di aver potuto ammirare le sue giocate, la sua velocità e la sua determinazione in maglia giallorossa si mescola al rammarico per la sua partenza. L’attaccante egiziano ha lasciato un segno indelebile nella memoria dei sostenitori romanisti, dimostrando un potenziale eccezionale che, con il senno di poi, sembrava quasi irrefrenabile.
La sua cessione al Liverpool, avvenuta a cifre ritenute da molti «fuori mercato» in quel momento, rappresenta uno di quei trasferimenti che fanno discutere ancora oggi. Sebbene il valore economico sia stato senz’altro significativo per le casse della Roma, la prospettiva di ciò che Salah sarebbe diventato ha inevitabilmente alimentato un senso di perdita. Il modulo offensivo, che includeva anche giocatori del calibro di Perotti, El Shaarawy, il capitano Totti e Dzeko, vantava un potenziale straordinario in quegli anni, sebbene ciascuno fosse nel proprio momento di forma, con l’eccezione, naturalmente, del leggendario Capitano.
