Non è sempre stato un percorso in discesa, ma alla fine l’Inter è emersa come degna vincitrice del campionato di Serie A. Giancarlo Rinaldi assegna i suoi voti ad alcuni degli ingranaggi vitali della loro vittoria scudetto.
Sarebbe semplicistico dire che il campionato italiano fosse già deciso a Capodanno, ma c’è un fondo di verità in questa valutazione. L’Inter ha raggiunto la vetta della classifica poco dopo Natale e non ha più guardato indietro. Mentre gli avversari inciampavano intorno a loro, i nerazzurri hanno dimostrato che – almeno a livello nazionale – potrebbero essere la squadra da battere per un po’ di tempo, a meno che altri grandi club non mettano ordine nelle proprie fila o non emergano nuovi sfidanti. Ecco le valutazioni di alcune delle figure più importanti del loro 21° Scudetto.
Vittoria Scudetto Serie A 2025-2026: le figure più influenti
Christian Chivu 7.5/10 – Simone Inzaghi ha lasciato un’eredità difficile da seguire e inizialmente sembrava che il rumeno potesse non essere all’altezza del compito. Le prime sconfitte contro Juventus e Napoli suggerivano che se la cavava bene contro le squadre minori del campionato, ma forse stava ancora imparando contro i diretti rivali. In parte questo è persistito durante la stagione, ma non abbastanza da intaccare la loro ascesa al vertice. Una grande vittoria contro il Como ha dimostrato che facevano sul serio, e hanno imposto un ritmo piuttosto implacabile. Europa e Supercoppa Italiana sono state deludenti, ma con un potenziale double all’orizzonte, grazie alla finale di Coppa Italia con la Lazio, merita sicuramente più di una sufficienza.
Federico Dimarco 9/10 – I tifosi della nazionale italiana potrebbero non essere d’accordo, ma per la sua squadra di club, questa è stata una stagione indimenticabile per il «terzino volante». Era già un’opzione d’attacco incredibile per la sua squadra, ma i suoi 18 assist in questa stagione – il miglior dato di sempre in Serie A da quando esistono le statistiche – lo hanno portato a un altro livello. Non c’è da meravigliarsi che Marcus Thuram abbia sentito il bisogno di lucidare gli scarpini al suo compagno di squadra dopo aver servito l’ennesimo assist. Aggiungiamo a ciò alcuni gol di sua proprietà, e si capisce perché, soprattutto con il suo partner in crime, Denzel Dumfries, infortunato per un lungo periodo sull’altra fascia, sia stato uno dei principali artefici del successo dell’Inter.
Manuel Akanji 7.5/10 – C’è una saggezza accettata secondo cui i difensori provenienti dalla Premier League possono faticare ad adattarsi al gioco italiano, ma il nazionale svizzero non sembra aver avuto troppi problemi. È diventato rapidamente un pilastro sul lato di Chivu, proprio come aveva fatto in precedenza con il Manchester City. Ha sicuramente avuto l’impatto maggiore tra tutti i nuovi arrivi nel club, e forse non sorprende che ci siano speculazioni sul fatto che lui e Yann Bisseck possano diventare la coppia di difensori centrali preferita per un po’ di tempo a venire.
Lautaro Martinez 8/10 – Anche operando a tempo parziale, è rimasto una parte fondamentale di questa squadra scudettata, sia dalla panchina impartendo istruzioni, sia quando poteva scendere in campo a fare il bello e il cattivo tempo. Il suo bottino di gol, nonostante abbia lottato con gli infortuni, racconta solo una parte della storia; una fetta più significativa deriva da ciò che aggiunge al gioco complessivo della squadra. Semplicemente uno dei migliori attaccanti di raccordo nel settore, capace di segnare gol e di crearli per gli altri. I nerazzurri pregheranno di poterlo trattenere e che abbia una stagione senza problemi di salute.
Francesco Pio Esposito 7/10 – Sebbene non sia sceso in campo molto spesso o per 90 minuti interi, è stato comunque un punto luminoso in questa campagna. In un club più noto per i suoi «vecchi leoni» che per il suo aspetto giovanile, è stato un respiro d’aria fresca. Il suo atteggiamento, lo sforzo e la volontà di imparare lo hanno aiutato a superare i periodi in cui i suoi compagni più esperti erano fuori. In un’era in cui pochissimi giovani italiani hanno un’opportunità ovunque – figuriamoci in una squadra campione – questo è stato un primo passo verso quella che si spera possa essere una carriera lunga e di successo.
