Perché Maldini e Leonardo non volevano Conte o Mancini come CT dell'Italia
Paolo Maldini e il suo consulente Leonardo non erano favorevoli all'ingaggio di Roberto Mancini o Antonio Conte. Anche il loro tentativo di portare Thiago Motta è fallito, portando alle loro dimissioni.
La gestione di Maldini come direttore tecnico dell'Italia è durata solo due settimane. L'ex difensore si è dimesso, insieme al suo consulente Leonardo, lunedì, in seguito al rifiuto della FIGC di ingaggiare Andrea Pirlo.
Secondo diverse fonti, Maldini e Leonardo avrebbero proposto l'ex allenatore di Juventus e Bologna, Thiago Motta, ma anche questa richiesta è stata respinta da Malagò.
C'è stata un'ultima conversazione tra Maldini, Leonardo e Malagò lunedì, durante la quale il Presidente della FIGC ha cercato di convincerli ad abbandonare l'idea di Pirlo e a concentrarsi su altri candidati, in particolare Conte e Mancini.
Secondo la Gazzetta, tuttavia, Maldini e Leonardo hanno sostenuto che l'ingaggio di Mancini avrebbe sollevato le stesse preoccupazioni riguardo a Pirlo, dato il modo in cui Mancini ha lasciato nel 2023, dimettendosi nel bel mezzo delle qualificazioni a Euro 2024 per diventare allenatore della nazionale dell'Arabia Saudita poche settimane dopo.
Come già spiegato da Football Italia nel nostro LIVE Show su YouTube, la questione riguardante Conte era legata alla sua tendenza a cambiare squadra ogni due anni, cosa che Maldini e Leonardo consideravano un rischio con la Coppa del Mondo 2030 a quattro anni di distanza.
Malagò potrebbe confermare il nuovo CT dell'Italia oggi, poiché il Consiglio FIGC si riunisce a breve alle 12:00 CET (11:00 GMT).
Malagò ha rifiutato di nominare Pirlo a causa delle reazioni politiche negative legate alla posizione dell'ex centrocampista come ambasciatore del marchio di una società di scommesse russa.
Nel frattempo, Maldini e Leonardo hanno percepito questa decisione come un tentativo di minare la loro autonomia decisionale, il che ha portato infine alle loro dimissioni.
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