AS ROMA

La Difesa Non Va Ancora: Questione di Struttura

10 agosto 2026Владислав Стрельцов2 мин

Nei mesi di giugno e luglio, quando le discussioni ruotavano principalmente attorno a idee, prospettive e bilanci, mancava la possibilità di osservare il campo e commentare ciò per cui tutto è finalizzato: il gioco e le partite. Le gare amichevoli disputate finora potrebbero far sorgere qualche

Nei mesi di giugno e luglio, quando le discussioni ruotavano principalmente attorno a idee, prospettive e bilanci, mancava la possibilità di osservare il campo e commentare ciò per cui tutto è finalizzato: il gioco e le partite. Le gare amichevoli disputate finora potrebbero far sorgere qualche rimpianto, dato che, al di là dei risultati, le sensazioni lasciate da questi test sono tutt'altro che positive.

Ciò è particolarmente evidente per quanto riguarda la fase difensiva, con undici gol subiti contro Cannes, Cardiff, Newport e Brighton, squadre che non rappresentano certo il livello che la Roma, ad esempio, affronterà in Champions League. Un paradosso, se si considera che la principale forza della squadra che si è conquistata la Champions League è stata proprio la fase di non possesso. Questa, a sua volta, è stata un paradosso della scorsa stagione, durante la quale ci si aspettava una certa fluidità offensiva e invece si è finito per apprezzare la solidità e la determinazione di questa squadra.

Questi ultimi concetti sono astratti, ma frutto di elementi concreti: il calcio a uomo di Gasperini ha funzionato molto spesso nel tenere la minaccia lontana da Svilar perché, altrettanto spesso, gli uomini in campo potevano mostrare una condizione fisica superiore a quella degli avversari, o comunque sufficiente per mantenere tesi i collegamenti tra uomini e reparti, un elemento necessario affinché il sistema difensivo gasperiniano funzionasse. In queste gare estive, ovviamente, non poteva essere così. Con la preparazione ancora in corso, nonostante una rosa di giocatori - sfortunatamente - non modificata sostanzialmente dal calciomercato, aspettarsi una forma già raggiunta e, di conseguenza, un blocco unico e granitico è un esercizio di fantasia. Si può quindi comprendere l'origine di queste difficoltà quando si è senza pallone.

Dunque, non c'è da preoccuparsi, è tutto normale? No, perché i numeri sono comunque eccessivi e anche a livello individuale c'è molto da migliorare, al di là delle prevedibili difficoltà fisiche. Se, ipoteticamente, quest'ultima cosa non dovesse risolversi, anche una volta messo a punto il motore complessivo, le cose non andrebbero molto meglio. Tuttavia, bisogna anche, in parte, accettare l'idea di vedere Svilar subire più gol finché tutto non sarà al suo posto.