Stefano Bettarini tra calcio, TV e vita privata: un’intervista senza filtri

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L`ex difensore si racconta a cuore aperto: «Donnaiolo? Mi faceva arrabbiare e sorridere. Il mio sogno infranto in Serie A per la bellezza. E la paura vera per mio figlio»

Il vento della Versilia porta con sé ricordi per Stefano Bettarini, 53 anni, ex terzino sinistro con oltre 300 partite da professionista e quindici anni di esperienza nei reality televisivi. Oggi risiede a Viareggio con la compagna Nicoletta e dichiara di non sentire la mancanza né del calcio né della televisione. «Ho investito nel settore immobiliare e le cose vanno bene», spiega Bettarini. «Oggi posso dire di non lavorare e di godermi la vita. Non ho sperperato i miei soldi; i miei genitori mi hanno insegnato l`importanza del risparmio, ma non mi sono precluso qualche sfizio.»

Il primo stipendio?

«Una BMW. Era l`anno del militare, giocavo nel Baracca Lugo in C1 e guadagnavo 24 milioni di lire. L`auto ne costava 48, il resto lo mise mio padre, a cui li restituii a rate.»

Stefano Bettarini, Venezia 2001/2002
Stefano Bettarini ai tempi del Venezia (2001/2002).

I consigli di papà Mauro?

«Mio padre mi diceva che non sarei mai arrivato in Serie A. Il giorno prima del mio debutto in Cagliari-Torino, lo chiamai con orgoglio. `Visto, sì?`. Lui mi gelò: `L`importante non è arrivare ad alti livelli, ma restarci`. È morto a dicembre e mi manca molto. Lui stesso aveva giocato nelle giovanili della Roma, ma mio nonno lo costrinse a smettere per due bocciature al liceo classico. In famiglia sono tutti laureati; io sono l`unico `asino` che ha inseguito un sogno.»

Che tipo di calciatore era?

«Ero un terzino sinistro fluidificante con un bel piede, capace di coprire tutta la fascia. Sinceramente, a quei tempi, non ce n`erano molti come me. Pancaro e Zambrotta erano destri e quindi adattati. Poi c`era Maldini, il mio idolo di sempre, ma lui era di un`altra categoria.»

Si è sentito sottovalutato?

«In tutta onestà, la mia carriera è stata quella giusta. Mi è mancato giocare in una grande squadra. L`avrei meritato, ma al mio agente dicevano sempre la stessa cosa…»

Cosa le dicevano?

«Bettarini è troppo bello per fare il calciatore. Questo lo dissero Galliani e Moggi quando ero vicino al Milan e alla Juve. Questa reputazione mi ha penalizzato. Una volta, partecipai a una sfilata durante la fashion week e fui sommerso di critiche, anche dalla società. Oggi, i giocatori registrano dischi, lanciano brand, fanno di tutto.»

Matrimonio Simona Ventura e Stefano Bettarini
Una foto d`archivio del matrimonio di Simona Ventura e Stefano Bettarini (1998).

È mai scappato da un ritiro?

«Mai. Ero considerato quello che combinava guai, ma non era vero.»

E la fama di donnaiolo?

«Mi faceva sia arrabbiare sia ridere. Le donne mi sono sempre piaciute, ma non ho mai ricevuto multe o richiami per essere uscito la sera. A Lucca, Orrico ci pesava ogni giorno. C`erano ragazzi che, pur di perdere mezzo chilo dopo una serata, correvano con il giaccone. Io invece avevo i paparazzi alle calcagna ovunque andassi. Quando ero sposato con Simona Ventura, avrò detto di no a duecento eventi.»

Stefano Bettarini in campo
Un`altra immagine di Stefano Bettarini in azione sul campo.

Come ha conosciuto Simona Ventura?

«In Sardegna. Io giocavo nel Cagliari, e lei venne alla presentazione della squadra. All`inizio volevamo mantenere la notizia segreta. Lei andava in giro con una parrucca.»

È vero che ha scoperto i suoi tradimenti tramite un investigatore?

«Sì, ma parlarne ora non ha più senso.»

Oggi che rapporti avete?

«Ci siamo separati vent`anni fa, ognuno vive la propria vita. I nostri figli hanno 27 e 25 anni, non abbiamo più bisogno di simulare una famiglia allargata.»

Bologna-Fiorentina con Bettarini e Torricelli
Stefano Bettarini in Bologna-Fiorentina rincorre Moreno Torricelli.

Nel 2018 suo figlio Niccolò fu accoltellato 11 volte fuori da una discoteca.

«E i suoi aggressori sono liberi, non voglio nemmeno pensarci. Oggi lui fa il personal trainer, è un `armadio a due ante`, sfoga la sua rabbia in questo modo. Ha sfiorato la morte, è un trauma che non superi mai.»

Ha temuto che morisse?

«Sì. Ho avuto paura, paura vera.»

Torniamo al calcio. Un ricordo di Zamparini?

«L`ho avuto al Venezia. Quando le cose andavano male, chiedeva consigli a un mago. Una volta mi convinse a spargermi un etto di rognone sul petto per scacciare il malocchio.»

Maurizio Zamparini
Maurizio Zamparini durante una sessione di allenamento del Palermo.

Massimo Cellino, Cagliari.

«Pur di non farsi trovare dal mio agente, scappò dalla finestra di un albergo. La Fiorentina mi voleva, ma lui non ne voleva sapere. In Sardegna sono stato benissimo.»

Edmundo, ex compagno alla Fiorentina.

«La Fiorentina ha uno scudetto in meno perché lui scappò in Brasile per il Carnevale. Cecchi Gori gli disse che a Firenze c`era Bagno a Ripoli, e quindi il mare. Quando scoprì che non era vero, andò fuori di testa. Io e Cois lo portavamo a Viareggio a mangiare il pesce. Un fenomeno: a Empoli vinse una partita da solo dopo aver lanciato una ciabatta al vice allenatore di Trapattoni prima di una riunione. Era rimasto a dormire fino a tardi.»

E Batistuta?

«Un fenomeno. Anche se un po` tirchio. A Firenze aveva questa reputazione.»

Nel 2004 Trapattoni le regalò l`esordio con l`Italia.

«Debuttai a Palermo contro la Repubblica Ceca, proprio quando Simona presentava Sanremo. Il sogno di una vita. Mi dispiace di aver smesso a 33 anni. Avrei potuto continuare per altri quattro, ma la squalifica di cinque mesi per omessa denuncia fu disgustosa. C`è gente che ha venduto l`anima e ha continuato a giocare. Per perquisire la mia casa si presentarono in venti, con dozzine di giornalisti fuori. Uno schifo. Sono stato assolto dopo nove anni di calvario.»

Anche nel 2011 fu indagato per le scommesse. Ilievski l`accusò di pagare i calciatori.

«Cavolate. Il Chievo mi tesserò per aiutarmi: mi serviva un altro anno per raggiungere la pensione, che richiede 17 anni di professionismo, e io ero a 16. Risultavo tesserato, ma non mi sono mai presentato a un allenamento, né conoscevo i giocatori. La verità è che il PM prometteva sconti di pena in cambio di nomi. Io ero un personaggio mediatico e lui mi ha coinvolto.»

Stefano Bettarini a Ballando con le Stelle
Stefano Bettarini con Samanta Togni a «Ballando con le stelle» (2009).

Quindici anni di reality, poi. Come è iniziato tutto?

«Volevo divertirmi. Non ho mai pensato di fare l`allenatore. Avevo bisogno di staccare un po` dopo la separazione. Nel 2005 andai tre mesi in Africa per `La Talpa`. Ho chiuso nel 2020 dopo il Grande Fratello Vip, dove fui squalificato per una bestemmia che non ho mai pronunciato. In realtà, le mie ex fidanzate fecero pressione per farmi eliminare perché avevano paura che parlassi di loro. Cosa che non avrei mai fatto.»

Sampdoria-Juventus con Bettarini e Nedved
Stefano Bettarini in azione durante Sampdoria-Juventus.

Con Nicoletta Larini come va? Ventidue anni di differenza sono molti.

«È vero, ma abbiamo messo a tacere gli scettici. Ci dicevano che saremmo durati sei mesi, ma stiamo insieme da otto anni. Lei mi è stata vicina anche quando il `Bettarini personaggio`, quello mediatico e tutto il resto, non era più lo stesso. È un dono della vita.»

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