L`ex stella azzurra: “Presto vedrete il vero Lang. Quando tornerò a Napoli? In primavera… tranquilli, ho imparato a essere scaramantico”
C’è stato un tempo, lungo e indimenticabile, in cui la Grande Bellezza nel calcio fioriva in Olanda, e l`eleganza aveva il volto di Ruud Krol. Il Napoli degli inizi Anni ’80 si godette Krol per 125 partite, amandolo per sempre. Krol incarna il modernismo e l`espressione raffinata di un calcio eterno. “E devo dire che il successo in Arabia ha avuto proprio questa connotazione: vincere giocando in quel modo rende tutto più splendido”.
Krol, si chiude un 2025 che profuma intensamente di Napoli.
Lo Scudetto e poi anche la Supercoppa italiana, con la dimostrazione di una forza che non si immaginava fosse così devastante. Ma adesso si torna alla battaglia prolungata, quella del campionato, e bisogna dare continuità ai risultati.
Cosa ha lasciato Riad?
Segnali indiscutibili di una squadra che ha espresso un calcio fantastico. Se ci si fermasse soltanto all’analisi delle due partite con il Milan e con il Bologna, si potrebbe dire che il destino del Napoli è esclusivamente nelle mani del Napoli. Però non è così, lo sappiamo da sempre. Ogni gara fa storia a sé. E già a Cremona sarà un nuovo esame, contro un avversario che si sta comportando benissimo e che vorrà fare bella figura.
Qual è la differenza tra la vittoria in Supercoppa e il campionato?
Le due sfide in Arabia hanno favorito la concentrazione: un obiettivo racchiuso in 180 minuti, per un gruppo che è forte, diventa immediatamente raggiungibile. Raccogli le energie, quasi non senti la fatica, e così viene fuori il meglio. Un Napoli bellissimo. Ora c’è il rischio di sentirsi per un attimo appagati, anche se con Conte la vedo difficile che possa accadere. Ma le insidie restano, soprattutto perché le sette sconfitte esterne possono avere un piccolo peso; e poi chi sfida i campioni d’Italia vuole fare sempre bella figura.
C’è una favorita, a questo punto, per lo Scudetto?
Io penso che il Napoli sia leggermente davanti all’Inter, che ogni tanto accusa qualche colpo a vuoto. Ma siamo comunque su livelli elevatissimi. Il Milan sta dietro, non mi convince del tutto, ha qualche lacuna. E però la vera sorpresa, se così vogliamo chiamarla, esiste e va temuta.
Sembra che lei abbia già individuato l`antagonista.
Mi hanno colpito i progressi della Juventus di Spalletti, che è cresciuta e che può diventare un’antagonista sulla distanza. In Europa mi è piaciuto il piglio e anche contro la Roma ha saputo domare le insidie. Il talento non manca, penso a Yildiz sugli altri, ma il fattore decisivo è l’allenatore. La Nazionale non era l’habitat di Spalletti, in tre giorni per ogni convocazione cosa poteva fare? Lui insegna e lo fa bene.
Il successo dipende dagli allenatori?
Con l`aiuto dei calciatori, chiaramente. L’Inter ha Lautaro, Thuram, Calhanoglu. Ma il Napoli, che è lì in vetta, tra poco riavrà Anguissa, Gilmour, Lukaku e De Bruyne. Se ci fate caso, è lassù nonostante abbia dovuto lottare contro tanti infortuni. Il vero mercato esploderà quando rientreranno i giocatori persi in questi mesi.
Conte aspetta il talento olandese
Conte sta aspettando Lang.
Lo avrà presto. Ha bisogno di ambientarsi, perché io che lo conosco per averlo seguito all’Ajax e poi al PSV so di cosa è capace: fino ad oggi si è visto poco, ma lui sente la porta, trova gli assist, è decisivo e sa diventarlo.
Intanto, Neres si è scatenato.
Il gol al Bologna, nella finale di Supercoppa, è semplicemente meraviglioso. C’è tutta la padronanza tecnica. Sono sempre stato convinto che il suo ruolo ideale potesse essere quello di attaccante che parte da destra, ha una tecnica che gli consente di rientrare sul piede mancino. Ha spessore. È delizioso.
Davanti, non ci sono problemi per Conte: in attesa che rientri Lukaku ci sta pensando Hojlund.
Io vedo tanto calcio e il Manchester United è un appuntamento fisso. Hojlund è un attaccante vero, che ha uno splendido rapporto con il gol. In questo lo favorisce molto il gioco di Conte, che l’aiuta a trovare gli spazi giusti nella profondità. Ha dato tanto ma non ancora quello che potenzialmente fa vedere. È una risorsa e siamo appena all’inizio della sua esperienza a Napoli. Ma ha già segnato in tutte le competizioni e sta dimostrando il suo enorme valore.
I campionati non si vincono a dicembre, come si dice spesso.
E infatti adesso arriva un mese importantissimo per chiunque. C’è la Champions a fine gennaio che assorbirà anche molta energia non solo fisica. E chi sta meglio, chi ha più calciatori, può anche avere la possibilità di cambiare. Questo aspetto può diventare centrale nell’economia della stagione. Il Napoli ha dovuto rinunciare a molte stelle, non si può dimenticarlo. Non ha mai avuto Lukaku, da due mesi non ha De Bruyne, e stiamo parlando di De Bruyne, e da più di uno non c’è Anguissa. Proviamo a fare un giochino: togliendo tre giocatori di questo spessore all’Inter o alla Juve, vediamo come sarebbe andata.
Ha già deciso il prossimo viaggio a Napoli?
Ad aprile, in primavera, quando saremo in vista del rush finale. Però senza allusioni, perché io lo so che i tifosi sono scaramantici. E anche io ho imparato ad esserlo.
