Rabiot: «Al Milan per Allegri e la storia del club. Voglio la Champions»

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Il centrocampista francese Adrien Rabiot riparte dai rossoneri dopo la fine burrascosa con il Marsiglia: «Spero di ritrovare subito la Champions, porto leadership e sono a completa disposizione del mister.»

Adrien Rabiot arriva a Malpensa Prime, Milano

Adrien Rabiot arriva a Malpensa Prime per il suo trasferimento al Milan.

Il nuovo numero 12 del Milan, Adrien Rabiot, ha rilasciato le sue prime dichiarazioni ufficiali a Casa Milan. Il centrocampista francese, che per la prima volta indossa questa maglia, nutre grandi speranze, non solo per il suo nuovo numero ma anche per gli obiettivi personali e di squadra. Dopo la sua migliore stagione alla Juventus nel 2022-23 con 11 gol, Rabiot punta a superarsi, spinto anche dal desiderio di ripagare la fiducia di Massimiliano Allegri, che lo ha fortemente voluto al Milan.

Un Legame Speciale con Allegri

Il rapporto con Allegri è profondo, andando oltre le dinamiche puramente calcistiche. Rabiot ha sottolineato: «Con Allegri ho condiviso molto, mi sono trovato subito bene con lui. Ha ambizione, voglia di vincere, una mentalità vincente e una grande passione per il calcio, qualità che ritrovo anche in me. Il nostro feeling è stato immediato e, anche dopo la sua partenza dalla Juve, abbiamo mantenuto i contatti, incontrandoci diverse volte. Per me, prima di essere un grande allenatore, è una persona eccezionale, e sono felicissimo di ritrovarlo qui.»

Il francese non nasconde la sua voglia di scendere in campo: «Ho una grande voglia di giocare, sono pronto e allenato, qui per dare il mio contributo. Se il mister mi schiererà titolare domenica, farò di tutto per aiutare la squadra a vincere.» La decisione di trasferirsi al Milan è stata influenzata in modo decisivo da Allegri: «Già parlavo con Allegri quando è arrivato al Milan. Ero ancora legato al Marsiglia, ma appena si è presentata l`occasione, mi ha chiamato subito. Abbiamo discusso del progetto Milan, della sua visione per la squadra e dell`obiettivo di tornare in Champions League per fare un percorso importante.»

Il chiarimento con Rowe

Rabiot ha anche messo un punto definitivo sulla disputa con Rowe, un episodio che ha portato entrambi a cambiare squadra. «Con Rowe non c`è nulla di speciale. Ci siamo sentiti dopo i nostri trasferimenti, lui al Bologna e io qui. Ci siamo scambiati auguri e l`intenzione di rivederci a San Siro. È un bravo ragazzo; ciò che è successo è una dinamica di spogliatoio che può capitare ovunque e non ha alterato il nostro rapporto. Sarò felice di rivederlo e lui di rivedere me.»

Rabiot ha mostrato grande signorilità durante la conferenza, esprimendo una profonda convinzione nelle motivazioni che lo hanno spinto a scegliere il Diavolo. «Quest`anno, per me, è più importante giocare nel Milan che partecipare alla Champions League, perché ho scelto questo progetto per tornare in Champions il prossimo anno e puntare a qualcosa di significativo. Vincere potrebbe essere difficile, ma ottenere grandi risultati è possibile. Avrei potuto scegliere un club già in Champions, ma Allegri e il progetto Milan mi hanno convinto. Questo è un gruppo con una forte mentalità vincente.»

Obiettivi e Aspirazioni

Oltre al mister, altre figure hanno influenzato la sua scelta. «Maignan mi ha parlato molto bene del Milan, e anche Theo mi ha assicurato che mi sarei trovato in un grande club e in una vera famiglia. Ero certo di fare la scelta giusta.»

Rabiot ha delineato anche i suoi obiettivi personali: «Sono orgoglioso della mia carriera e voglio mantenere viva questa fame di vittoria, segnare gol, fare assist, divertirmi e supportare i più giovani. Il Milan deve essere una presenza fissa in Champions League e deve vincere trofei, e io sono qui per contribuire con la mia leadership. Il mio ruolo? A centrocampo posso giocare ovunque, anche più avanzato come con De Zerbi. Con umiltà, dico che posso fare tutto. La mia posizione preferita rimane la mezzala sinistra. Voglio segnare almeno quanto l`anno scorso (10 reti stagionali). Sono arrivato con l`ambizione di vincere lo Scudetto, chi viene qui lo fa per vincere. Vedremo a marzo a che punto saremo.» Le sue parole riflettono una sintonia totale con la filosofia di Allegri.

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