L`ex commissario tecnico della Nazionale italiana: «Le loro prodezze in campo sono pura magia, un vero incanto per gli occhi, possiedono doti tecniche fuori dal comune.»
Un tempo i Mondiali erano un appuntamento fisso per l`Italia, ma da qualche anno gli Azzurri li seguono da casa, tra popcorn e malinconia. L`ultima partecipazione risale all`estate del 2014 in Brasile, sotto la guida di Cesare Prandelli, un tecnico che si dimise dopo la fase a gironi. Prandelli, un precursore e un esteta del calcio, mantiene oggi la sua visione autentica.
«Il linguaggio calcistico si evolve, ma i principi fondamentali restano immutati,» afferma. «Quest`anno, la Serie A promette maggiore equilibrio.»
E cosa osserva attualmente Prandelli nel panorama calcistico?
«Vedo tutto ciò che i miei cinque nipoti mi permettono di seguire. La loro priorità è indiscutibile e, in ogni caso, a una certa ora devono andare a dormire.»

Il nonno Prandelli si sta divertendo a seguire il campionato?
«Per quanto sia possibile, dopo sole quattro giornate, sì. Tuttavia, siamo ancora in una fase di adattamento, un periodo che un tempo definivamo `rodaggio`. Alcune squadre hanno affrontato il Mondiale per Club, rivelatosi un insuccesso sotto molti punti di vista; inoltre, il mercato si è concluso tardi, obbligando ad attendere l`inserimento degli ultimi acquisti.»
Le dinamiche del calciomercato le hanno già suggerito qualche conclusione…
«La mia impressione è che il Napoli sia in vantaggio, persino sull`Inter. Hanno una notevole solidità, una squadra plasmata dal carattere forte di Conte. Napoli e Inter sono ben posizionate, ma la formazione di Conte sembra un passo avanti. Tuttavia, non sottovaluterei il Milan, che vedo come un potenziale serio concorrente.»
Domenica prossima potremmo ottenere indicazioni più chiare. È corretto parlare già di «sfida-scudetto»?
«Assolutamente. La Serie A si articola in diversi livelli: per la lotta scudetto e la qualificazione in Champions League, si contano circa sette squadre.»
Qual è il significato della partita Milan-Napoli?
«È un confronto di altissimo livello tra due allenatori eccezionali. Conte è un tecnico intenso e incisivo, con una straordinaria abilità nel motivare e migliorare i suoi giocatori. Un esempio calzante è Politano: da sempre un calciatore di talento, ma sotto la guida di Antonio ha acquisito una continuità che lo rende ora indispensabile.»
Il Milan sembra essere in fase di ricostruzione.
«Sono estremamente soddisfatto dell`impronta di Allegri, se l`è meritata dopo aver subito critiche ingiuste. Max possiede una leadership forte, una notevole capacità di affrontare e gestire con autorevolezza le situazioni più complesse. Si assume le responsabilità e trova le soluzioni. Inoltre, il Milan sta esprimendo un bel calcio; contro l`Udinese ha offerto uno spettacolo piacevole.»
Milan-Napoli sarà una partita dominata da…?
«Sarà la partita di Allegri e Conte, due figure carismatiche la cui leadership è un vero motore per le squadre. Entrambi possiedono una forza che deriva dalla loro profonda conoscenza del gioco. Spesso si evidenziano le loro divergenze, ma a mio avviso presentano molteplici analogie sotto vari aspetti.»
Modric e De Bruyne: il calcio italiano valorizza ancora i veterani?
«Sono sempre i benvenuti quando si tratta di fuoriclasse dotati di un talento così smisurato. La vera classe non conosce limiti di età, e l`intelligenza calcistica di entrambi è così affinata che sanno perfettamente quando spingere sull`acceleratore e quando amministrare le energie. Le loro doti tecniche e la loro visione di gioco sono tali da far innamorare chiunque del calcio. Il campione è colui che determina gli esiti, e Modric e De Bruyne hanno sempre dimostrato di farlo e continueranno a farlo.»
Quali allenatori o squadre destano maggiormente la sua curiosità?
«Gasperini, con un progetto che, se riuscirà a prendere la sua forma calcistica ideale, può offrire spettacolo e ottenere risultati sorprendenti già nel primo anno. Poi c`è la Fiorentina di Pioli, nonostante i risultati attuali: Stefano è un bravo allenatore e riuscirà a risollevarsi. E ovviamente, c`è da osservare la Juventus, che rimane sempre la Juventus, non ci sono dubbi. Infine, concediamo a Chivu un periodo di assestamento per le sue idee tattiche: conquisterà l`Inter.»
Considerazioni più ampie sul calcio attuale, lei ha la facoltà di farle…
«Disputare 60 partite all`anno è pura follia. Fortunatamente, si tende a giocare meno sul portiere e a privilegiare maggiormente la verticalizzazione. Sono inoltre felice che la Juventus abbia assegnato un ruolo di prestigio a Chiellini, poiché le società necessitano di figure di tale spessore. La Roma ha agito in modo simile con Ranieri, e il Napoli si è affidato a Oriali. Tuttavia, non tutte le nuove proprietà seguono questa direzione. Ricordo che in Nazionale avevo Gigi Riva, un`icona e una persona di straordinaria sensibilità. Quando sorgevano situazioni delicate, si avvicinava e mi diceva: `Cesare, vado a prendermi un caffè con loro.` Andava Gigi! Mi manca tantissimo.»
