Il leggendario Coppi conquistò cinque edizioni, ma non consecutivamente. Anche l`ultima Classica Monumento del 2025 è stata vinta dal campione del mondo sloveno, che ha lanciato il suo attacco decisivo a 37 km dal traguardo, ha raggiunto e superato il fuggitivo Simmons, creando subito un distacco incolmabile. Solo Evenepoel è riuscito a contenere il ritardo, giungendo secondo a 1`48″.

Alle 16:50, Tadej Pogacar ha tagliato il traguardo di Bergamo con le braccia al cielo, in un gesto che, pur magnifico, non sorprende più nessuno. Lo sloveno di 27 anni ha elevato lo straordinario a quotidianità, trasformando il mito in consuetudine. Questo suo quinto successo consecutivo al Lombardia, l`ultima Classica Monumento del 2025, è stato conquistato con una fuga solitaria iniziata a 37 chilometri dall`arrivo, neutralizzando le ambizioni del sfortunato fuggitivo americano Simmons. È l`ennesima tappa di una carriera proiettata verso vette inesplorate, portando il suo bottino a dieci Monumento. Nemmeno la strategia del «tutti contro Pogi» e contro il suo team UAE ha avuto successo. Remco Evenepoel, giunto nuovamente secondo a 1`48″ (dimostrando peraltro destrezza nell`evitare una moto ferma negli ultimi tre chilometri), è stato un altro protagonista di questa giornata insolitamente mite per l`autunno. Le «foglie morte» sono cadute lungo le sponde del Lario, tra i paesaggi manzoniani e le valli bergamasche, ma un`atmosfera quasi magica ha accompagnato l`ennesima impresa del ciclista sloveno. Il terzo posto è stato occupato da Michael Storer, australiano della Tudor. La 119ª edizione del Lombardia si è conclusa, quindi, proprio come le quattro precedenti: la 118ª, la 117ª, la 116ª e la 115ª. Ogni volta che Tadej ha partecipato a questa «Classica delle foglie morte», ha trionfato con apparente facilità, e il 2025 non ha fatto eccezione. Questa serie di cinque vittorie consecutive lo proietta in una dimensione leggendaria, superando persino Fausto Coppi e tutti gli altri campioni del passato. Il «Campionissimo», dopo quattro successi di fila tra il 1946 e il 1949, dovette attendere il 1954 per completare il quintetto, mentre Pogacar ha inanellato le sue vittorie senza interruzioni, senza mai bisogno di un rilancio. Una tale egemonia non si era mai vista né al Lombardia né in qualsiasi altra Classica Monumento, dato che persino le sette Milano-Sanremo di Merckx e le sei di Girardengo non furono mai ottenute consecutivamente.
Lo Svolgimento della Corsa
La gara ha preso il via con entusiasmo dal Lago di Como, animato da folle di tifosi, turisti e le immancabili bandiere slovene. La prima significativa asperità è stata l`iconica salita della Madonna del Ghisallo. Un luogo non solo sportivo ma di profonda fede, dove nel 1949 Coppi, Bartali e Magni portarono la fiaccola nella cappella votiva, protettrice dei ciclisti, affrontata in questa edizione dal versante meno impegnativo. Sebbene un momento di riflessione spirituale per il gruppo in transito, questa ascesa era troppo precoce per influenzare l`esito della competizione, le cui fasi cruciali si sono palesate nella provincia di Bergamo. Qui, il percorso è diventato più selettivo con una serie di salite impegnative: la Roncola, con pendenze che raggiungevano il 17%, seguita dal Berbenno e dal Passo della Crocetta, una scalata di 11 km con una pendenza media del 6,2%. Mentre all`inizio di una di queste salite Jay Hindley, capitano della Red Bull Bora Hansgrohe e tra i favoriti della vigilia, è incappato in una caduta che ne ha compromesso la prestazione, l`americano Quinn Simmons ha inaspettatamente sorpreso tutti. Riuscendo a distanziare con forza i suoi compagni di fuga, tra cui un energico Filippo Ganna (insieme a Bilbao, Vervaeke e Matthews), ha iniziato a guadagnare secondi e poi minuti preziosi. Simmons, noto sostenitore di Trump, ha sicuramente ispirato orgoglio nel suo presidente, aumentando il vantaggio sia sulla salita di Zamba Alta che nella successiva discesa. A 55 chilometri dal traguardo, il suo vantaggio era di 2`05″ su Ganna e gli altri, e di oltre 3 minuti sul gruppo principale di Pogacar.
L`Apoteosi Finale
A quel punto, è scattata l`offensiva dei «gregari» di Tadej: gli atleti della UAE-XRG hanno preso il comando del gruppo, annullando il vantaggio degli altri attaccanti. Il forcing, condotto magistralmente da Rafal Majka nella sua ultima gara in carriera (omaggiato sia alla partenza dai compagni emiratini che dal suo capitano con un gesto di rispetto), ha imposto un ritmo insostenibile, frantumando il gruppo dei migliori. Erano rimasti solo Del Toro, Evenepoel, Storer e Seixas, oltre ovviamente a Pogacar. La svolta decisiva è arrivata sul Passo di Ganda, il punto cruciale della giornata, una salita di 9,2 km con una pendenza media del 7,3% e punte del 15% nelle sezioni finali. Qui, Pogacar aveva già dimostrato la sua superiorità nel 2021 e 2023, e questa volta non ha fatto eccezione. A 37 chilometri dal traguardo, capitalizzando il lavoro instancabile di Del Toro, «Pogi» ha sferrato l`attacco decisivo, lasciando tutti gli avversari alle sue spalle, come da sua ormai consolidata abitudine. Nessuno è riuscito a reagire, nemmeno Remco, che alla vigilia aveva mostrato i soliti toni battaglieri. Simmons ha visto il suo minuto di vantaggio e le briciole residue evaporare rapidamente, venendo raggiunto e superato dallo sloveno, e poi anche da Evenepoel e Storer. Pogacar ha proseguito la sua corsa solitaria, un vero e proprio uragano anche nella lunga e tecnica discesa che portava verso il finale urbano. L`ultima asperità, Colle Aperto, con le sue rampe oltre il 10% e 200 metri di ciottoli, ha sigillato la sua vittoria. Il passaggio attraverso Bergamo Alta è stato un trionfo di passione e folla, con ogni spazio, comprese le funicolari, gremito di spettatori, prima degli ultimi 1800 metri di discesa verso il traguardo in viale Roma a Bergamo Bassa. Il «calendario» dei successi di Pogacar in questa stagione include Fiandre, Tour, Liegi, Mondiale ed Europeo. Tadej non parteciperà più a gare ufficiali nel 2025, concedendo un meritato respiro ai suoi esausti rivali. Agli appassionati, anche a coloro che talvolta lamentano una certa monotonia in uno sport dominato da un unico atleta, mancherà indubbiamente lo spettacolo offerto da questo prodigio della natura.
