Miralem Pjanic ha avvertito l’Italia che dovrà affrontare un’atmosfera «infernale» durante lo spareggio del Mondiale contro la Bosnia ed Erzegovina, indicando Edin Dzeko come il «punto di riferimento» cruciale.
Gli Azzurri hanno superato l’Irlanda del Nord con un 2-0 per accedere alla finale dei play-off del Mondiale, mentre la Bosnia ed Erzegovina ha sconfitto il Galles ai calci di rigore a Cardiff, dopo un pareggio per 1-1 e i tempi supplementari.
Le due nazionali si sfideranno ora per un posto al torneo, con il calcio d’inizio allo Stadion Bilino Polje martedì 31 marzo alle 19:45 (ora del Regno Unito).
Pjanic Non Vede l’Ora di Bosnia-Italia
«Visto che ci sono sempre stati molti giocatori bosniaci nel calcio italiano, saranno tutti contenti di questo accoppiamento,» ha dichiarato Miralem Pjanic, ex giocatore di Juventus e Roma, al podcast di Sky Sport Italia.
«Avevamo bisogno di una scossa e quella vittoria contro il Galles ci ha ridato fiducia, il che è fondamentale per noi.»
Solo una delle due nazionali avanzerà per partecipare al Mondiale che si terrà quest’estate in Canada, Messico e USA.
«Sarà una partita meravigliosa tra due squadre che hanno condotto una campagna di qualificazione davvero ottima. La Bosnia ha finalmente ritrovato la propria autostima; è un gruppo che lavora sodo e si sacrifica in campo.»
«L’allenatore ha svolto un grande lavoro, sia a livello psicologico che tattico, infondendo un forte senso di appartenenza.»
Secondo Pjanic, l’Italia non sarà pienamente preparata all’atmosfera che troverà martedì a Zenica, descrivendo lo stadio come un’arena piccola e oppressiva.
«Sulla carta ci sono 11.000 posti, ma posso assicurare che quando sei lì, sembra che ce ne siano 30.000. È uno stadio piuttosto vecchio, persino lo spogliatoio è rustico, ma gli avversari si sentono un po’ a disagio quando vengono a farci visita.»
«C’è molta pressione e sembra che i tifosi siano proprio a bordo campo. Non c’è neanche una vera e propria sezione VIP, quindi anche le autorità stanno in piedi e cantano con tutti gli altri. Sarà un rumore infernale dall’inizio alla fine.»
Sebbene l’Italia conosca bene i giocatori bosniaci grazie al loro periodo in Serie A, questa familiarità è reciproca.
«L’Italia è abituata a giocare a questo livello, con figure come Gennaro Gattuso, Gigi Buffon e Leonardo Bonucci dietro le quinte che hanno vinto trofei importanti,» ha aggiunto Pjanic.
«Noi abbiamo alcuni individui che possono fare la differenza, e Dzeko rimane il punto di riferimento assoluto. È l’uomo che può sbloccare le situazioni difficili, è pronto nei momenti complicati, tiene palla e può anche segnare quei gol meno belli ma decisivi.»
«La sua intelligenza calcistica è intatta, nonostante gli anni passino. Penso che anche Amar Dedic sia un talento puro; la squadra bosniaca potrà contare su di lui per i prossimi 15 anni. Non ha paura di nulla, è pronto a crossare o a tirare.»
