L`ex talento giallorosso Miralem Pjanic si esprime con convinzione sul promettente cammino della Roma sotto la guida di Gian Piero Gasperini, prospettando una stagione di vertice. Il centrocampista bosniaco non esclude inoltre un suo possibile ritorno nel campionato italiano, definendo l`Italia la sua «seconda casa».
Miralem Pjanic in festa dopo un gol con la maglia della Roma (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)
Miralem Pjanic, considerato uno dei registi più fini e brillanti del centrocampo romanista degli ultimi due decenni, segue con grande interesse le vicende della sua ex squadra. Con la Roma di Gasperini che occupa la vetta della classifica, un`immagine che richiama la sua esperienza nel 2013-14 con Garcia, il bosniaco nutre grandi speranze per una stagione straordinaria, auspicando un ritorno in Champions League, competizione che lui stesso ha conquistato per ben cinque volte in cinque anni nella Capitale.
«È bellissimo e motivo di grande gioia rivedere la Roma così in alto», dichiara Pjanic, «mi sento ancora profondamente legato a questo ambiente e spero sinceramente che questa possa essere la stagione decisiva per un piazzamento finale entusiasmante.»
La `sorpresa` Gasperini e i ricordi della Roma di Garcia
Quando gli viene chiesto se sia sorpreso dalla determinazione e dalla grinta che questa Roma mostra in ogni match, Pjanic risponde con lucidità: «In realtà non sono così stupito, perché in panchina siede un allenatore del calibro di Gasperini. È un tecnico a cui bisogna concedere piena libertà di lavorare e che va seguito senza esitazioni. Con lui c`è un grande potenziale da sviluppare e obiettivi importanti da conquistare per il futuro. Sta compiendo un lavoro eccezionale sotto l`aspetto tecnico, dimostrando costantemente la sua innegabile bravura.»
Il centrocampista ricorda poi la sua esperienza nel 2013, quando la Roma volava in classifica: «Dieci vittorie su dieci gare iniziali, un risultato incredibile. In quel periodo c`era anche la Juventus che andava molto forte, ma riuscimmo comunque a compiere imprese significative. Tutti, a distanza di anni, possono ancora ricordare la qualità del nostro gioco.»
Pjanic non fatica a trovare analogie tra le due formazioni: «Ce ne sono diverse. Anche nel 2013 era la prima stagione di Garcia: Rudi arrivò con un`enorme carica di entusiasmo, voglia e determinazione. Svolgemmo un`ottima preparazione estiva. Vedo similitudini perché Gasperini sta operando in modo eccellente: penso che averlo strappato alla concorrenza sia già stato un colpo da maestro per la società. Ora è solo necessario lasciarsi guidare da lui e accontentarlo nelle sue richieste, se lo merita. Il suo calcio è di livello europeo e mette in difficoltà qualsiasi avversario.»
Gian Piero Gasperini, attuale tecnico della Roma (Photo by Alfredo Falcone/Lapresse)
Il confronto tra le Rose e la gestione della pressione
Sul confronto qualitativo tra la sua Roma e quella attuale, Pjanic è schietto: «Quella squadra, con campioni come Totti, De Rossi e Maicon, era a dire il vero superiore qualitativamente. La Roma di oggi è l`espressione della stagione precedente, con un Gasperini in più che propone un calcio improntato sulla disciplina. È un gruppo fisicamente pronto, difficile da affrontare: con Gasperini si corre per giocare, si attacca e si difende in undici.»
Analizzando ciò che impedì alla sua Roma di conquistare lo scudetto, Pjanic riflette: «In generale, rispetto alla Juventus in cui ho poi militato, mancava un po` di tranquillità, quella serenità che invece caratterizzava l`ambiente bianconero. Arrivando lì, trovai un club estremamente sicuro di sé, capace di gestire molto bene le pressioni: tutto ciò che accadeva all`interno, rimaneva nello spogliatoio. Agnelli era un dirigente fenomenale, Marotta e Paratici formavano un tandem straordinario, e con Maurizio Lombardo costituivano un gruppo compatto che lavorava incredibilmente e in silenzio. A Roma, invece, emergeva sempre qualche voce di troppo. Sabatini, Massara e Fenucci erano straordinari nel loro lavoro, ma nonostante la loro professionalità, voci esterne continuavano a circolare.»
L`ambizione dei Friedkin e il ritorno in Champions
Pjanic esprime fiducia nell`ambizione della proprietà Friedkin: «Sono credibili, investono e hanno già portato risultati tangibili, come la Conference League vinta nel 2022, un traguardo significativo che molti avrebbero desiderato. L`unica cosa che mi ha dispiaciuto è stato l`episodio dell`esonero di De Rossi, che tuttora non ho compreso appieno. Manca qualche partecipazione alla Champions, questo sì, ma ora i tempi sono maturi per tornarci.»
Secondo Pjanic, la posizione attuale della Roma non è affatto casuale. «Assolutamente no. Ora, però, è fondamentale mantenere questo ritmo, e questa è la cosa più difficile nel lungo periodo. L`esperienza sarà cruciale, perché come è naturale, non mancheranno i momenti difficili. Spero davvero che la Roma possa festeggiare a fine stagione, vincere lì è un`emozione speciale.»
Miralem Pjanic in azione con l`ex capitano Francesco Totti durante una partita della Roma (AP Photo/Riccardo De Luca)
La corsa Scudetto, la ricerca del bomber e i talenti del centrocampo
Per quanto riguarda la lotta scudetto, Pjanic indica il Napoli di Conte, ulteriormente rinforzato, come principale candidato. «Anche Allegri e il Milan daranno del filo da torcere; le sue squadre sono sempre importanti. Ovviamente ci sono anche Inter e Juventus, ma la Roma ha tutte le carte in regola per dire la sua ai vertici.»
Sulla presunta necessità di un bomber da 20 gol per la Roma di Gasperini, Pjanic commenta: «Il tecnico sa creare molte occasioni. Mi auguro che Ferguson e Dovbyk si sblocchino definitivamente. I giocatori che fanno la differenza sono comunque indispensabili e lo saranno per esaltare il gioco di Gasperini; è ancora prematuro, in ogni caso, pronunciare sentenze sui due attaccanti attualmente in rosa.»
Parlando di centrocampisti, Pjanic esprime la sua impressione su Koné: «Lo conoscevo già ai tempi del Borussia Mönchengladbach, mi aveva colpito e lo avevo consigliato a Mehdi Benatia, ma all`epoca le cifre erano troppo elevate per l`Olympique Marsiglia. Koné è un giocatore forte attorno al quale si può costruire un progetto importante.»
Sull`importanza di Dybala per la Roma, con cui ha giocato in passato, Pjanic è chiaro: «È fondamentale, ce ne sono pochi come lui. Ha anche una grande esperienza ed è uno di quei giocatori che possono aiutare la squadra a superare i momenti difficili.»
Il futuro di Pjanic: «L`Italia è la mia seconda casa»
Si vocifera di un suo possibile ritorno in Italia a gennaio, e Pjanic non chiude la porta: «L`Italia è la mia seconda casa. Non c`è ancora un progetto concreto, ma non si sa mai. Di sicuro per me non è finita, voglio giocare ancora uno o due anni ad alto livello.»
