Milan: La Maglia Numero 9 Senza Padrone, Un Caso Storico

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Negli ultimi anni, la maglia numero 9 del Milan si è trasformata da simbolo di gloria in una sorta di maledizione. Questo numero, un tempo appartenuto ai più grandi cannonieri nella storia rossonera, oggi porta più problemi che successi. Indossarla a San Siro è diventato più un fardello che un privilegio, a causa delle enormi aspettative e delle prestazioni effimere. Con l`addio di Luka Jovic quest`estate, il Diavolo si è ritrovato senza un padrone per la «9» per la prima volta in oltre cento anni di storia. Se un tempo c`era la corsa per conquistarla, ora sembra esserci il timore di doverne sopportare il peso.

Luka Jovic con la maglia numero 9

Luka Jovic con la maglia numero 9 l`anno scorso.

Una Storia di Potenza e Orgoglio

La maglia numero 9 è sempre stata un simbolo di potenza e orgoglio per il Milan, glorificando chiunque la indossasse. Storicamente, i numeri nel calcio servivano a identificare i giocatori in campo: dall`1 all`11 per i titolari, con la «9» destinata al centravanti, l`eroe chiamato a trascinare la squadra alla vittoria con i suoi gol. Ogni epoca ha avuto i suoi grandi interpreti. Dagli anni Cinquanta fino alla fine dei Novanta, la maglia numero 9 è stata onorata da leggende come Nordahl, Altafini, Sormani e Van Basten. Questi giocatori hanno elevato l`importanza della «9» rossonera a un livello tale da renderla una vera e propria istituzione.

Da Jordan a Weah: I Grandi Interprenti

Proseguendo nella storia, incontriamo lo «Squalo» Joe Jordan, lo scozzese senza denti che durante il suo biennio milanista visse sia la retrocessione in Serie B sia l`immediata promozione con il Milan. Il prototipo dell`attaccante puro fu incarnato da Mark Hateley, che con la 9 sulle spalle decise un derby storico contro l`Inter con un colpo di testa, spezzando un tabù che durava da sei anni. La metà degli anni Ottanta segna la nascita del grande Milan di Berlusconi e Sacchi: in quegli anni, uomini come Virdis e Van Basten trasformarono il numero 9 in un`icona assoluta, firmando gol decisivi per scudetti e trionfi internazionali. E non solo bomber: persino Boban la indossò nella finale di Champions del 1994 contro il Barcellona, vinta 4-0. Dal 1995 in poi, con l`introduzione della numerazione fissa in Serie A, la 9 trovò il suo proprietario più illustre in George Weah: un`icona del Milan degli anni Novanta, ricordato per gol memorabili (come quello al Verona), scudetti e un Pallone d`oro (1995).

La Maledizione degli Anni Duemila

Arriva il nuovo millennio: Gianni Comandini lo inaugura con i suoi unici due gol in rossonero, nello storico 6-0 contro l`Inter. Poi è arrivato Filippo Inzaghi, che per undici anni ha onorato il numero, segnando anche in finale di Champions. Tuttavia, dalla stagione 2012-13, con Pato, la maglia è entrata in un tunnel senza fine. Da lì in avanti, una lunga sequenza di flop: Matri, Torres, Destro, Luiz Adriano, Lapadula, André Silva, Higuain, Piatek, Mandzukic, Giroud e Jovic. Solo Olivier Giroud, in tre stagioni, è riuscito a interrompere la maledizione, con gol importanti e una doppietta decisiva in un derby-scudetto. Quest`estate il Milan ha cercato un nuovo proprietario per quella maglia che da anni non rispecchia più la sua gloriosa storia. Per ora, nessuno l`ha raccolta. Forse, al momento, è meglio così.

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