Massimo Cellino, ex presidente di Brescia e Cagliari, ha rilasciato una lunga intervista all`Unione Sarda, svelando retroscena controversi della sua carriera calcistica e della sua vita privata. Tra le sue dichiarazioni spiccano il rammarico per l`acquisto del Brescia e una critica mirata a Massimiliano Allegri.

Il Maligno e la Fede a Brescia
Massimo Cellino è tornato a far parlare di sé con nuove rivelazioni. L`ex patron del Brescia, club retrocesso in Serie C a seguito di una penalizzazione per l`uso di crediti fiscali inesistenti (una truffa di cui Cellino si dichiara vittima), ha espresso il suo profondo rammarico: «Il maligno si è accanito in una città dove la bestemmia è diffusa, cosa che non ho mai tollerato. La mia disgrazia è stata la coda del diavolo.» Ha poi narrato la vicenda della cappella costruita nel centro sportivo del Brescia, affermando di averla «pagata cara». Secondo l`ex presidente, «il maligno si accanisce con chi compie gesti importanti per la Chiesa». La cappella fu eretta in seguito a un voto all`Immacolata per la promozione in Serie A, e Cellino confessa che, ogni volta che torna a Brescia, la sua prima tappa è la preghiera in quel luogo sacro.
Ricordi di Brescia: Il Racconto di Guardiola
In un contesto di memorie legate al Brescia, è emerso anche un aneddoto legato a Pep Guardiola, che ha ricordato il suo periodo nel club. Guardiola ha definito Roberto Baggio «il leader» della squadra e ha scherzato sul compagno «più simpatico», offrendo uno spaccato interessante di un`epoca passata.
Il Cagliari e la Critica ad Allegri
Riflettendo sui suoi 22 anni da presidente del Cagliari, Cellino ha dichiarato: «Il Cagliari mi manca perché ha rappresentato la mia giovinezza, gli anni più belli e difficili della mia vita, lasciandomi solo bei ricordi.» Ha poi criticato aspramente lo stato attuale del calcio italiano, accusando la Federazione di averlo «devastato» e sostenendo che «chi li ostacola viene sopraffatto e distrutto.» Cellino ha ribadito di preferire «giocare nei tavoli dove non si bara». Riguardo a Massimiliano Allegri, l`allenatore lanciato proprio da Cellino al Cagliari, l`ex patron ha affermato: «È ancora uno dei migliori al mondo, ma il suo limite è che è molto provinciale e non ha mai voluto imparare l`inglese e non si è mai confrontato: ha una marcia in più, ma ha sempre scelto la strada più semplice.»
Il Rammarico per il Brescia: Una Scelta Sfortunata
La conclusione dell`esperienza con il Brescia è stata particolarmente amara per Cellino, che la definisce il suo «errore più grande». Acquisito nel 2017 con l`illusione di una società ben più organizzata di quanto non fosse, si ritrovò subito a fronteggiare debiti di 12 milioni di euro per l`IVA, molto superiori a quelli dichiarati. Nonostante fosse riuscito a portare il club in Serie A, l`arrivo del Covid e una serie di «cattiverie» e «malvagità» hanno segnato il suo percorso. Ha sottolineato la sfortuna legata alla data di nascita del club, il 17 luglio: «se l`avessi saputo, non l`avrei mai comprato». Cellino si considera vittima di circostanze negative, citando il caso della Sampdoria, iscritta «impropriamente» l`anno precedente nonostante i 200 milioni di debiti: «La mia è disgrazia, è stata la coda del diavolo.»
Il Tentato Rapimento: Una Fuga in Australia
Infine, Cellino ha condiviso un drammatico episodio della sua giovinezza: un tentato rapimento avvenuto il 23 febbraio 1978, all`età di 22 anni. «Tentarono di sequestrarmi in viale La Plaia,» ha raccontato. Tre uomini armati tentarono di bloccarlo mentre rientrava a casa dall`ufficio. Riuscì a fuggire mentre sparavano alla sua auto. L`evento lo costrinse a trasferirsi in Australia, con la famiglia che lo seguì, lasciando in Sardegna solo i genitori e il fratello minore, Alberto, protetti dai carabinieri.
