Marotta: Malagò può essere un interprete per Serie A e FIGC con la politica

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L’amministratore delegato dell’Inter, Beppe Marotta, ha spiegato perché Giovanni Malagò sarebbe la scelta ideale come nuovo presidente della FIGC. Marotta sottolinea la necessità di avere un «interprete» capace di interfacciarsi con il mondo politico per promuovere riforme necessarie nel calcio italiano.

La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) è alla ricerca di un nuovo leader dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, seguite alla mancata qualificazione dell’Italia a tre edizioni consecutive della Coppa del Mondo. Un voto tenutosi di recente ha visto 18 dei 20 club di Serie A appoggiare l’ex presidente del CONI, Giovanni Malagò, come loro candidato.

Marotta soddisfatto dell’unità della Serie A

«Questo è uno dei migliori risultati che abbiamo visto negli ultimi anni, trovare un consenso genuino per aprire la strada al futuro sia della Nazionale che delle riforme», ha dichiarato Marotta ai giornalisti al termine dell’incontro di Lega Serie A. «Non possiamo evitare di confrontarci con i politici, che rappresentano un punto di riferimento molto importante.»

Non tutti sono entusiasti dell’idea che Malagò possa guidare il calcio italiano, dato che l’attuale Governo mostrerebbe più affinità verso Abete. «Non so se sono deluso, a dire il vero», ha risposto Marotta. «Malagò è stato scelto proprio perché ha il profilo di un dirigente sportivo che opera nel nostro ambiente da molti anni. Abbiamo bisogno di un interprete che possa recepire gli insegnamenti dalla Serie A per migliorare il nostro calcio nel suo complesso. Il nostro sport è un paziente malato che necessita di cure.»

Abete gode del sostegno della Lega Nazionale Dilettanti (LND), che detiene il 34% dei voti per una decisione complessiva. «Vogliamo riconquistare il ruolo di protagonista per la Serie A, che negli ultimi tempi è stato in parte perso. Sosteniamo di essere la locomotiva che traina il sistema italiano, pur dovendo naturalmente considerare anche le situazioni della Serie B, della Serie C, della lega dilettanti e, soprattutto, del settore giovanile», ha aggiunto Marotta.

«Non so cosa voglia fare esattamente Abete, ma ha dato molto al calcio nel corso degli anni, quindi è suo diritto presentare la sua candidatura. Chi otterrà più voti vincerà. Sono due dirigenti molto importanti, ed è chiaro che la Serie A ha fatto la sua scelta.»

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