L`episodio che ha portato al fermo del cestista della Virtus Bologna e della pallavolista Milica Tasic.
Il cestista della Virtus Bologna, Luca Vildoza (30 anni), e sua moglie Milica Tasic, pallavolista serba, sono stati al centro di un controverso episodio notturno. I due sono stati inizialmente fermati con l`accusa di aver causato lesioni a personale sanitario. Nonostante ciò, l`arresto non è stato convalidato e, di conseguenza, il processo per direttissima non è stato celebrato. Ciò ha permesso a Vildoza di unirsi regolarmente alla squadra per la trasferta pomeridiana a Lione.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l`incidente si è verificato in via Calori, a poca distanza dal PalaDozza, dopo la partita contro il Monaco. Vildoza si sarebbe irritato per la presenza di un`ambulanza della Croce Rossa ferma sulla strada, intenta a digitare un indirizzo per un intervento. Il giocatore avrebbe iniziato a lampeggiare con i fari della sua auto e a inveire contro l`equipaggio. Poco dopo, lungo viale Silvani, l`auto di Vildoza avrebbe intenzionalmente ostacolato il mezzo di soccorso con manovre brusche e ripetute frenate, fino a un nuovo blocco. A quel punto, ritenendo che i sanitari stessero intralciando la sua strada, il cestista avrebbe afferrato per il collo un`operatrice. Sua moglie, Milica Tasic, sarebbe intervenuta tirandole i capelli. L`episodio, avvenuto attorno alle 23:30, è stato notato da una pattuglia dei carabinieri. Sul posto sono giunti anche dirigenti della Virtus e la polizia, che ha poi accompagnato i coniugi in Questura. L`operatrice sanitaria, una volontaria di 55 anni, è stata visitata al pronto soccorso, dimessa con una prognosi di cinque giorni e ha sporto denuncia.
Luca Vildoza ha trascorso la notte in Questura. L`Azienda USL di Bologna ha espresso una ferma condanna per l`accaduto. La direttrice generale, Anna Maria Petrini, ha dichiarato: «È inaccettabile che i nostri professionisti sanitari, che lavorano per soccorrere, assistere e curare i cittadini, debbano subire aggressioni sia verbali che fisiche. Da parte nostra c`è totale condanna. Approfondiremo il caso e faremo le dovute valutazioni». Anche Alessio Bertini, direttore della medicina d`urgenza dell`Ausl, ha sottolineato come il settore dell`emergenza-urgenza sia particolarmente esposto a tensioni, ribadendo che tali emozioni non dovrebbero mai impedire il riconoscimento dei ruoli.
La difesa
L`avvocato Mattia Grassani, che assiste Vildoza e la moglie, ha spiegato che il pubblico ministero ha rinunciato al processo per direttissima, preferendo ulteriori approfondimenti. «Il mio assistito è stato rimesso in libertà, così come la moglie, ed è libero di partire per la trasferta di Eurolega», ha dichiarato Grassani. Entro 96 ore si terrà un`udienza tecnica per verificare la sussistenza dei presupposti dell`arresto, sebbene il provvedimento di reimmissione in libertà sia già stato notificato. La difesa sostiene che vi sia stata una lite con un «parapiglia reciproco», e non un`aggressione unilaterale da parte del giocatore. Grassani ha aggiunto che Vildoza aveva fretta di tornare a casa con la moglie incinta, a causa dell`ora tarda e del cibo da asporto che si stava raffreddando, elementi che impedivano il dovuto riposo prima della partenza per la trasferta di Eurolega. A suo dire, l`ambulanza avrebbe impedito al giocatore di proseguire con l`auto, scatenando la reazione.
La posizione della Croce Rossa
La Croce Rossa Italiana, Comitato di Bologna, ha stigmatizzato fermamente l`accaduto, esprimendo piena solidarietà ai propri volontari. In un comunicato, ha fatto sapere che i volontari «hanno saputo gestire con professionalità, coraggio e spirito di servizio una situazione francamente al di fuori di ogni comprensione». L`associazione ha ribadito che «episodi come quello accaduto a Bologna la notte scorsa sono esecrabili, ma non faranno venir meno l’impegno delle donne e degli uomini di Croce Rossa Italiana a compiere al meglio il servizio che hanno deciso di offrire alla comunità».
La nota della Virtus
Nel pomeriggio, la Virtus Bologna ha rilasciato un comunicato ufficiale per chiarire la propria posizione. Nella nota si legge che «il giocatore e la consorte, lungo il tragitto in auto per rientrare alla propria abitazione dopo la gara casalinga disputata al PalaDozza, ritenendosi vittime di altrui comportamenti illegittimi, hanno avuto un confronto con un operatore sanitario presente su un mezzo della Croce Rossa Italiana che ha richiesto l’intervento di una volante della Polizia, cui è seguita l’identificazione e l’applicazione delle misure di legge nei confronti dell’atleta e della consorte». Il club ha poi informato che in mattinata è stato notificato alle parti, dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Bologna, «un decreto di liberazione immediata, senza limitazioni, a firma del Pubblico Ministero, Dott. Flavio Lazzarini, ritenuta l’insussistenza di qualsivoglia esigenza restrittiva, con rinuncia, da parte dell’Organo requirente, alla celebrazione del rito direttissimo». Attualmente, ha precisato la società, «sono in corso approfondite attività investigative per appurare quanto effettivamente accaduto ma, in ragione del decreto assunto nell’immediatezza dal Pubblico Ministero, Virtus Pallacanestro Bologna S.p.a., assistita dall’Avv. Mattia Grassani, esprime estrema fiducia circa l’esito delle indagini difensive in corso di svolgimento che saranno, al più presto, poste al vaglio degli organi competenti». Il giocatore, dunque, «è in procinto di partire regolarmente con il resto della prima squadra per la trasferta di Eurolega a Lione».
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