Carlo Nesti: «#Tudorout? Prima Valutiamo Rosa e Acquisti»
29-09-2025
Carlo Nesti interviene nel dibattito sul futuro dell`allenatore della Juventus, Igor Tudor, esortando alla prudenza di fronte all`hashtag «#Tudorout» che circola sui social. Sottolinea come, prima di giudicare un tecnico, sia fondamentale analizzare il valore della rosa a sua disposizione e l`impatto dei nuovi acquisti. Nesti evidenzia che la Juventus schiera in gran parte gli stessi giocatori della scorsa stagione, già ritenuti di valore medio, con poche eccezioni. I rinforzi estivi, come Joao Mario, David e Openda, non avrebbero ancora mostrato la differenza sperata, mettendo qualsiasi allenatore in difficoltà.
Nesti riconosce a Tudor il merito di aver rigenerato uno spogliatoio provato dalla precedente gestione, infondendo fiducia, carattere e spirito di gruppo. L`analista sottolinea come chi si aspettava uno «spettacolo» da Tudor non abbia considerato né il valore medio della squadra, né la filosofia tradizionalmente pragmatica e «risultatista» del tecnico croato, già evidente nelle sue esperienze passate. Pretendere da lui un calcio «europeista» e offensivo, con la difesa alta e pressing costante per 90 minuti, significherebbe ignorare quanto già dimostrato.
La storia del calcio a Torino insegna, secondo Nesti, che tentativi di svolte tattiche rivoluzionarie hanno sempre fallito per la mancanza di tempo e la pressante esigenza di risultati. Tudor, definito un «integralista tattico» per la sua adesione quasi esclusiva al modulo 3-4-2-1 (con qualche variante), avrebbe mostrato una riluttanza a esplorare soluzioni diverse dall`inizio delle partite, sebbene bravo a sfruttare i cambi a gara in corso. In conclusione, Nesti ritiene prematuro un giudizio definitivo su Tudor dopo solo cinque giornate di campionato e una di Champions League.
Carlo Nesti: «Le Ragioni delle Difficoltà della Juve»
28-09-2025
Analizzando il pareggio tra Juventus e Atalanta, Nesti individua quattro ragioni per le difficoltà della squadra bianconera:
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Limiti della Rosa e Mercato
Molti titolari provengono dalla scorsa stagione e i loro limiti erano noti. Le speranze riposte negli acquisti estivi sono state deluse: Joao Mario, Openda e David non incidono, mentre Zhegrova è l`unico con potenziale da «dribblatore d`altri tempi».
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Il Bicchiere Mezzo Pieno
Nonostante il pareggio e lo svantaggio iniziale, Nesti concorda con Tudor nel vedere aspetti positivi: quasi il 70% di possesso palla, 24 tiri (di cui 10 in porta), un palo e il gol decisivo del subentrato Cabal. L`Atalanta, inoltre, gode di consolidati automatismi ereditati dall`era Gasperini.
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Perplessità Tattiche e Individuali
La difesa mostra incertezze (Bremer e Gatti). Le fasce sono sbilanciate: la sinistra (Cambiaso-Yildiz) spinge, la destra (Kalulu-Joao Mario) è disfunzionale. Yildiz gioca troppo decentrato a sinistra, lontano dalla prima punta, e gli attaccanti Openda e Vlahovic non sono riusciti a tirare in porta.
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Criticità a Centrocampo
Il modulo 3-4-2-1, con soli due centrocampisti interni, richiede giocatori capaci di interpretare entrambe le fasi. Contro l`Atalanta, l`assenza di Thuram e una performance non all`altezza di Koopmeiners hanno lasciato il reparto scoperto. Nesti evidenzia un «grave errore di mercato», sostenendo che la rosa manca di profondità a centrocampo, suggerendo un attaccante in meno e un mediano in più.
Carlo Nesti: «Comprendere il Toro tra Storia e Realismo Attuale»
24-09-2025
Per comprendere il Torino, Carlo Nesti propone di analizzare due prospettive contrastanti:
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Il Toro come Squadra Media
Questa visione parte dal 1993, anno dell`ultima Coppa Italia, e considera il club una squadra di valore medio, spesso a rischio retrocessione o fallimento. In quest`ottica, la gestione di Cairo, che privilegia il bilancio, la vendita dei pezzi pregiati e acquisti a basso costo, sarebbe una conseguenza inevitabile, soprattutto di fronte all`avanzata di «superpotenze economico-finanziarie». Nesti solleva un`obiezione: squadre come Atalanta e Bologna hanno adottato filosofie simili ma con risultati molto diversi, il che suggerisce che il profilo basso di Cairo non è l`unica via.
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Il Toro come Grande Club Storico
La seconda prospettiva si basa sulla ricca storia del club (7 Scudetti, 5 Coppe Italia, Coppa Mitropa, finale Coppa UEFA, il Grande Torino, Gigi Meroni), che, secondo Nesti, potrebbe essere meglio valorizzata a livello di marketing. Da questo punto di vista, Cairo non soddisfa le aspettative dei tifosi, indebolendo la squadra ogni estate con cessioni e non mantenendo le promesse di grandezza. L`analista suggerisce che Cairo, avendo utilizzato l`immagine del Toro per la propria ascesa imprenditoriale, avrebbe dovuto mostrare maggiore «riconoscenza» nei confronti del club. Il «corto circuito» nasce tra le ambizioni sportive e la «religione laica» dei tifosi, profondamente legati alla storia e ai simboli del Torino (il Grande Torino, Meroni, Ferrini, il Filadelfia, la maglia granata). Nesti ammonisce che chi non coltiva questi valori con passione è destinato a scontrarsi con la piazza.
Carlo Nesti: «Champions League: Un Bilancio Italiano in Stallo»
19-09-2025
Carlo Nesti commenta l`inizio della Champions League per le squadre italiane, notando che «l`Italia non `se desta`» con una sola vittoria su quattro partite, un quadro che rispecchia la situazione della Nazionale. Sottolinea la carenza di campioni italiani (solo Donnarumma è citato) e la tendenza dei club a ingaggiare stranieri di seconda o terza fascia.
Nesti analizza le singole prestazioni:
- Inter: Si conferma l`unica squadra italiana di statura internazionale, capace di raggiungere livelli eccellenti nonostante le finali perse. Il futuro dipenderà dalla fusione tra giovani ed esperti e dalla forza del suo reparto offensivo.
- Napoli: Il giudizio sulla partita contro il Manchester City è sospeso a causa dell`espulsione precoce di un giocatore, che ha compromesso qualsiasi strategia.
- Juventus: Possiede solo due «campioni» (Bremer e Yildiz); il successo futuro dipenderà dall`equilibrio complessivo, dalla crescita di Thuram, dal recupero di Di Gregorio e Cambiaso e dalla continuità di forma di Vlahovic.
- Atalanta: Ha affrontato i campioni d`Europa del Paris Saint-Germain, rendendo difficile un inizio positivo, anche a causa della difficile transizione tra Gasperini e Juric.
Un minimo comune denominatore tattico per tutte le squadre italiane, secondo Nesti, è stato l`approccio prudente, «italianista», «risultatista» e conservatore, privilegiando la fase difensiva. Anche l`Inter, la Juventus e il Napoli (prima dell`espulsione) hanno adottato questa strategia. Nesti conclude che, sebbene le osservazioni siano parziali, i limiti individuali e oggettivi delle squadre italiane potrebbero compromettere la loro competitività in Europa, pur non pregiudicando quella nazionale.
Carlo Nesti: «Juve Epica, ma in Cerca di un Equilibrio Tattico Stabile»
15-09-2025
Analizzando la partita tra Juventus e Borussia Dortmund, Carlo Nesti descrive la Juve come «JUV-EPICA, ma in cerca di un centro di gravità permanente».
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Spettacolo e Errori Reciproci
Nesti evidenzia la natura spettacolare delle recenti partite contro Inter e Borussia Dortmund, con ben 15 gol in 180 minuti, attribuendo ciò non solo alle virtù dei giocatori ma anche a errori reciproci, aggravati dalla stanchezza post-Inter.
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Unione prima della Forza
La citazione di Locatelli («più uniti» che più forti) è ritenuta cruciale: questo spirito di gruppo ha permesso vittorie e pareggi in extremis contro avversari individualmente più forti. La Juve adotta un approccio «italianista», chiudendosi contro squadre propositive, nonostante le richieste iniziali di pressing alto di Tudor non siano state eseguite.
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Criticità Tattiche
Locatelli è considerato imprescindibile, formando con Thuram un «muro» a protezione di una difesa che non è più quella gloriosa del passato. Il centrocampo a due, numericamente inferiore, è indebolito dall`inefficacia di Koopmeiners e dall`impiego sbagliato di David come sottopunta. Nesti suggerisce la necessità di un centrocampista in più a discapito di un attaccante, data la carenza di alternative valide (McKenny, Adzic, Miretti infortunato). Il numero elevato di palle perse è un campanello d`allarme.
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Luci e Ombre Individuali
Vlahovic, con 2 gol e un assist, e Yildiz, con un gol, un assist e un palo, sono le «bandiere» della squadra. Nesti ribadisce che Bremer e Yildiz sono gli unici giocatori «al di sopra della media», con Vlahovic in buona strada per unirsi a loro. La squadra, tatticamente, rimane «in cerca di un centro di gravità permanente», capace di creare e distruggere, segnare e subire. L`analista avverte che le «scariche di adrenalina» finali, che vedono una Juve coraggiosa grazie ai cambi, non possono essere sempre decisive.
Carlo Nesti: «Juve-Inter: Realismo Tattico di fronte ai Limiti Attuali»
15-09-2025
Carlo Nesti analizza la vittoria della Juventus contro l`Inter, adottando una prospettiva bianconera e sintetizzando in cinque punti:
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Rilancio Graduale e Punti Pesanti
La Juventus, come società e squadra, necessita di un rilancio graduale. Essere a punteggio pieno dopo tre giornate, risultato che mancava da sette anni, rappresenta un`ottima spinta ambientale e tecnica, il cui valore è raddoppiato dalla vittoria contro un`accesa rivale come l`Inter.
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Realismo Tattico
La Juve ha giocato in modo realistico, consapevole dei propri limiti attuali. Di fronte a un`Inter individualmente più forte ma non ancora pienamente assimilata al gioco propositivo di Chivu, e con un centrocampo non al meglio (orfano di Cambiaso, con Locatelli e Thuram poco supportati da Koopmeiners), la scelta di un atteggiamento prudente, volto a colpire in contropiede, è stata giustificata, nonostante le presunte intenzioni più offensive di Tudor.
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Aree di Miglioramento e Prestazioni Individuali
In futuro, sarà necessario evitare di essere schiacciati in area e migliorare lo screening di tiri da fuori e colpi di testa, nonostante la difesa abbia retto (con Kelly e Bremer protagonisti anche in fase offensiva). Le note negative riguardano Koopmeiners, che ha corso molto ma a vuoto, e Di Gregorio, non impeccabile su due dei tre gol subiti.
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Spirito da «Squadra Tosta» Confermato
L`aggettivo «tosta» usato da Tudor per definire la Juve è stato pienamente confermato dalla capacità di ribaltare il risultato da 2-3 a 4-3 in soli otto minuti. Khephren Thuram e il potenziale gioiello Adzic sono stati decisivi, anche in assenza di «destabilizzatori» come Cambiaso e Conceicao.
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I Talenti Individuali
Yildiz si conferma l`elemento di maggiore classe della squadra con un gol e un assist. Si attendono le prove di David, Openda e Zegrova, e la crescita del rapporto con il gol di Vlahovic, apparso impalpabile nonostante la maglia da titolare.
Carlo Nesti: «Il Mondiale del 1982: Memorie Indelebili di un`Italia che Esplose»
05-09-2025
Carlo Nesti dedica un commovente racconto a chi non ha vissuto i Mondiali del 1982, evocando l`indimenticabile finale vinta dall`Italia. La protagonista è Sandra, una giovane donna anticonformista che, nella calda sera del 11 luglio 1982, decide di sfidare la consuetudine cercando una Torino deserta, mentre tutti sono incollati alla televisione. Trova una città surreale, avvolta in un silenzio quasi sacro, con lenzuola tricolori appese ai balconi come vessilli di una causa comune.
Mentre attraversa le strade vuote, Sandra percepisce una voce unica, un filo conduttore che lega gli edifici e le emozioni: è la cronaca di Nando Martellini, che rimbalza da ogni finestra e balcone, creando l`illusione di una «dittatura-fantasma» che immobilizza la gente in casa. Il messaggio corale rievoca storie di calcio, speranze e attese.
Alle 21:11, un minuto dopo l`inizio del secondo tempo della finale di Madrid, accade l`impensabile: il gol di Paolo Rossi scuote la città come una scossa tellurica. Il silenzio si frantuma nell`urlo di una «rivoluzione globale», trasformando la Torino deserta in una Torino del tripudio. Le persone escono dalle loro case, si abbracciano sui terrazzi, animate da una gioia incontenibile, come se avessero trovato il «Prozac» naturale della felicità: Paolo Rossi!
Nesti prosegue descrivendo l`esplosione emotiva per il 2-0 (la corsa folle di Tardelli), il 3-0 (lo sguardo incredulo di Altobelli) e la tensione per il 3-1, con le preghiere per scongiurare rimonte. Il fischio finale dell`arbitro Coelho libera la città in un`autentica «orgia epocale». Anche Sandra, per una volta, rinuncia al suo snobismo, lasciandosi contagiare dall`epidemia di gioia collettiva.
Nesti riflette sul significato di quell`evento: oltre 35 milioni di italiani in contemplazione, un successo di audience probabilmente imbattibile oggi, data la frammentazione mediatica. Il 1982 fu un «evento perfetto», in cui tutto avvenne al momento giusto, con un calcio ancora «non troppo» commercializzato, che permetteva una maggiore identificazione tra tifosi e giocatori. L`autore conclude che quel momento rappresenta una tappa fondamentale nella storia mediatica, capace di creare «abbracci cosmici» e un senso di desiderio comune. Il potere della televisione e del calcio, ancora oggi, può ricreare quella sensazione di condivisione profonda.
Carlo Nesti: «L`Italia si Desta? Un`Analisi Sulla Nazionale Azzurra»
03-09-2025
Per valutare lo stato del calcio italiano, Carlo Nesti propone una sua personale valutazione dei potenziali «azzurrabili», basata su un voto da 1 a 10. Su un elenco di 28 giocatori, Nesti assegna:
- Voto «7» a sette elementi: Carnesecchi, Meret, Vicario, Barella, Tonali, Cambiaso e Di Marco.
- Voto «8» a un solo giocatore: Donnarumma.
- Tutti gli altri 20 giocatori ottengono un «6,5».
In questa situazione, Nesti ritiene che per il CT Gattuso il successo dipenderà fortemente dalle condizioni di forma del momento, da un corretto assemblaggio tattico e dalle motivazioni individuali e collettive, definendo la sua «missione» come «molto difficile, ma non impossibile». L`articolo include poi un elenco dettagliato dei giocatori suddivisi per ruolo, con un asterisco per quelli già convocati da Gattuso (Nota: l`elenco originale dei nomi per ruolo è molto lungo; per chiarezza e brevità nella riformulazione, si riporta la sintesi numerica dei voti come da Nesti.)
Carlo Nesti: «I Miei Voti sul Calciomercato: Napoli al Top con un 8»
02-09-2025
Carlo Nesti presenta la sua pagella del calciomercato per le principali squadre italiane, includendo il Torino per ragioni personali:
- Atalanta: 5.5: Plusvalenze notevoli, ma un potenziamento della rosa considerato solo relativo. La squadra si trova a un bivio.
- Bologna: 5.5: Situazione simile all`Atalanta, con cessioni remunerative. Virtuosa la scelta di Orsolini di rimanere.
- Fiorentina: 6.5: Il punto di forza è aver resistito alle sirene per i giocatori più richiesti; il mercato in entrata è arricchito da Fazzini e Piccoli.
- Inter: 6/7: L`attacco è ritenuto eccellente, pur mancando di un «solista» che salti l`uomo. La difesa, da svecchiare, ha trovato in Akanji un rinforzo più che valido.
- Juventus: 6.5: Necessità di vendere, con otto cessioni finalizzate in extremis. La scelta di non inseguire Kolo Muani per cifre elevate è vista come un atto di buon senso.
- Lazio: 5: Bloccata dal Covisoc, Sarri deve lavorare con la rosa della scorsa stagione, comunque di alto livello.
- Milan: 6/7: Le operazioni sembrano mirate ad aumentare la qualità complessiva più che a soddisfare le richieste di Allegri. Gli acquisti di Modric e Rabiot sono elogiati.
- Napoli: 8: Con otto nuovi acquisti, tra cui Hojlund, l`organico è considerato completo e di alto valore, nonostante l`infortunio di Lukaku. De Bruyne è la stella, ma anche gli altri innesti sono utili.
- Roma: 6.5: L`acquisto principale è Gasperini come tecnico. La presenza di trequartisti è fondamentale per il suo gioco, e Ferguson potrebbe risolvere i problemi offensivi.
- Torino: 5: La «musica non cambia»: attenzione al bilancio, ma senza un vero rilancio. I giocatori in entrata non sono considerati all`altezza di quelli ceduti.
