Juventus: Il Rimpianto Soulé. Oltre 80 milioni Spesi, Quando il Talento Era Già in Casa

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Il giovane argentino è stato ceduto dalla Vecchia Signora nell`estate del 2024 per esigenze di bilancio, e i suoi successori non hanno raggiunto il suo livello di prestazioni.

Ipotecare il futuro per spendere nel presente, a costo di pentirsi. La politica che la Juventus ha intrapreso da qualche anno a questa parte, che l`ha portata a utilizzare la sua squadra Next Gen come un bancomat, cedendo i migliori giovani per avere risorse da investire sul mercato, continua a provocare rimpianti e discussioni. L`ultimo si chiama Matias Soulé, autore di 3 gol e due assist nelle prime 6 giornate di campionato e tra i trascinatori della Roma capolista. La morale è che, in tre sessioni di mercato, i bianconeri hanno speso oltre 80 milioni per calciatori che giocano nello stesso ruolo dell`argentino quando avrebbero avuto il profilo giusto, a costo zero, in casa.

Juventus, 80 milioni per esterni e fantasisti

Il conto è presto fatto: la scorsa estate sono usciti dalle casse juventine 33 milioni complessivi per strappare Nico Gonzalez alla Fiorentina. Quest`estate, altri 37,4 milioni sono stati destinati all`acquisto a titolo definitivo di Conceiçao dal Porto (30,4 più 7 milioni per il prestito del 2024) e 14,3 milioni per Zhegrova. In totale fanno più di 84 milioni spesi per esterni e fantasisti che giocano a piede invertito sulla fascia destra, ovvero le caratteristiche dell`attuale giallorosso. Sacrificato, però, e non è un mistero, sull`altare del bilancio e di un mercato bloccato dall`impossibilità di cedere giocatori dai contratti pesanti. «Quando abbiamo capito che la Juve doveva mandarlo via, che avevano problemi di soldi e di bilancio e dovevano vendere, abbiamo deciso che la Roma sarebbe stata la piazza perfetta per Soulé», aveva svelato Martin Guastadisegno, procuratore dell`argentino, il giorno dopo l`ufficialità della cessione ai giallorossi.

Soulé più efficace dei suoi rimpiazzi

Si trattava puramente di una questione economica, anche perché Soulé (al contrario di Huijsen, l`altro grande rimpianto juventino) a Thiago Motta piaceva, e pure parecchio. «Mi vedeva bene nei suoi piani e nel suo attacco. Ma ormai la decisione era presa, servivo per fare cassa», non ha mai nascosto l`argentino, definendo «un tasto dolente» la fine della storia coi bianconeri. Avvenuta nel ritiro di Herzogenaurach quando l`allora direttore tecnico della Juve, Cristiano Giuntoli, si trovò alle prese con una situazione di stallo, causata dall`incapacità di cedere i big (da Chiesa a Kostic) fuori rosa e, di conseguenza, di acquistare i rinforzi individuati (Koopmeiners e Nico su tutti). Col senno di poi, un fallimento: al netto dell`olandese, che è tutt`ora un fantasma, Conceiçao e l`argentino ex Fiorentina hanno messo insieme un gol o un assist ogni 208 minuti con la maglia bianconera (un totale di 14 gol e 10 assist), mentre Soulé ha contribuito con un gol o un assist ogni 191 minuti con la Roma (8 gol e 7 assist). E nel frattempo la Juve si ritrova anche con 50 milioni in meno nelle casse…

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