Filippo Galli, noto ex giocatore e dirigente del Milan, ha recentemente condiviso le sue riflessioni ai microfoni di Radio Rossonera.
Riguardo al possibile ritorno di Massimiliano Allegri al Milan, Galli si mostra fiducioso: «È vero che il Milan di Allegri non offriva un gioco spettacolare, ma era indiscutibilmente efficace», ha affermato. Ha poi evidenziato una delle sue maggiori qualità: «La capacità di leggere le partite e di adattare la squadra in corso d`opera». Tuttavia, ha espresso una riserva: «Ciò che spero non si riveda è l`atteggiamento mostrato da Allegri nella sua ultima esperienza alla Juventus, quando riduceva il calcio a un semplice `passarla a quelli con la stessa maglia`. Questa visione eccessivamente semplicistica non mi convince. Sono certo che farà bene, ma non bisogna fissarsi unicamente sul risultato come unico obiettivo. Se non raggiungi il risultato e non hai costruito basi solide, ti ritrovi al punto di partenza. È fondamentale mantenere un`identità ben definita».
Sul fronte mercato e sulle eventuali garanzie richieste da Allegri, Galli ha commentato: «Non so se un allenatore con un contratto da 5 milioni di euro necessiti di chiedere garanzie specifiche». Secondo lui, esiste sempre un limite economico imposto al club, entro cui allenatore e direttore sportivo devono operare. «Ogni singola trattativa ha poi le sue peculiarità», ha aggiunto. Ha trovato «strano» il silenzio ufficiale di Allegri finora, ipotizzando che lui e Tare (se sarà il DS) possano fungere da garanti. Ha notato che finora ci sono state solo cessioni, e ha definito la permanenza di Maignan come «una scelta rischiosa», specialmente se il giocatore non è pienamente convinto.
Riguardo ai giovani Leoni e Comuzzo, accostati ai rossoneri, Galli ha ammesso di conoscerli «poco». Li ha definiti «giocatori di grande prospettiva». Ha sottolineato l`importanza di puntare sui giovani, ma con una condizione chiara: «Vanno messi nelle condizioni ideali per poter sbagliare e crescere, in modo da poter dare il loro effettivo contributo alla squadra».
