Francesco Totti: «Spalletti voleva estromettermi dalla Roma»

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Preview Francesco Totti: «Spalletti voleva estromettermi dalla Roma»

L`ex capitano giallorosso si confida senza filtri durante il format Prime Sport con Luca Toni, parlando di Nazionale, Balotelli, Ranieri e del suo sofferto addio: «Piansi per tre settimane».

Francesco Totti riflette durante un evento sportivo

«Ranieri? Non l`ho più sentito da quando è alla Roma. E Spalletti era venuto per mettermi da parte alla Roma.» Francesco Totti non ha usato mezzi termini durante il format Prime Sport, condotto dal suo ex compagno e amico Luca Toni. Lo storico capitano giallorosso ha ripercorso vari aspetti della sua carriera: dal forte interesse del Milan in gioventù all`episodio dello sputo a Poulsen, dal calcio dato a Balotelli ai rapporti con i diversi allenatori. «A casa mia si tifava Roma; solo nonna e nonno avevano una leggera simpatia per la Lazio,» ha raccontato Totti. «Mio padre, in 25 anni di carriera, non mi ha mai complimentato direttamente, ma percepivo quanto i miei genitori fossero orgogliosi di me. A dodici anni, Braida si presentò a casa offrendo 160 milioni di lire per portarmi al Milan. Mia madre, desiderosa di proteggermi e di farmi rimanere a Roma, rifiutò l`offerta, e così non se ne fece nulla.»

Francesco Totti in una scena dal video

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Il Rifiuto a Mihajlovic

Da lì il suo approdo alla Roma: «Per me Giannini era un`icona, e dopo pochi mesi mi ritrovai a giocare al suo fianco. Mazzone è stato per me un secondo padre, ha dato una svolta alla mia carriera.» Ha poi confessato: «Oltre al Real Madrid, ho ricevuto una proposta importante dalla MLS negli Stati Uniti, e prima della partita d`addio anche Mihajlovic mi chiamò per propormi di andare al Torino. Ma non avrei mai potuto accettare di indossare un`altra maglia, non me ne sono pentito. La mia scelta è sempre stata Roma o Roma; fin da subito ho pensato: sono nato qui e qui morirò. Sarà difficile trovare un`altra persona che farà ciò che ho fatto io per la mia gente e per la mia maglia.»

La Questione Spalletti e il Ritiro

A proposito dell`addio, Francesco riapre per un attimo una ferita profonda: «Spalletti nel 2016 arrivò alla Roma con l`intento di farmi smettere, supportato dalla società. Con lui c`erano sempre problemi, il suo atteggiamento nei miei confronti era l`opposto di quello che aveva nel 2005. Forse lui è convinto che io abbia causato il suo allontanamento favorendo l`arrivo di Ranieri, ma non è vero: la dirigenza convocò me e altri giocatori per chiederci chi preferissimo tra Mancini, Ranieri e altri.» Riguardo al suo addio, fu la società a comunicargli la decisione: «Un giorno vennero a casa mia per dirmi che avrei giocato l`ultimo derby. Io non sono uno sciocco, sapevo che prima o poi avrei dovuto ritirarmi, ma mi sentivo ancora bene fisicamente e mentalmente. Forse in quell`occasione mi ha deluso più la Roma che Spalletti; a mio parere, ero diventato un elemento scomodo. Avevo persino dichiarato che avrei giocato gratis, per la Roma avrei dato tutto.» E dopo il ritiro le cose non migliorarono. «Quando ho smesso di giocare mi sentivo senza un punto di riferimento,» ha ammesso Totti. «Per tre settimane ho pianto ogni giorno. Ero spaventato, sentivo un`atmosfera terrificante, ero distante da tutti. Rileggevo in bagno la lettera d`addio e piangevo, pensando a come fossero volati quei 25 anni. Ero convinto che avrei avuto un`altra partita d`addio, ma dopo le intense emozioni di quel giorno all`Olimpico ho capito che non ci sarebbe potuto essere un altro addio al calcio e alla Roma. Quel giorno per me è stato come un distacco tra madre e figlio.»

Gli Episodi con Balotelli e Poulsen

Totti è tornato anche su episodi controversi della sua carriera. In primis il calcio a Balotelli durante la finale di Coppa Italia tra Roma e Inter. «Era una cosa che covavo da tempo,» ha ammesso sinceramente l`ex numero dieci. «Era giovane e un fenomeno, ma era anche arrogante e presuntuoso. Il mio obiettivo quel giorno non era pareggiare la partita, pensavo solo che se mi fosse capitata l`occasione, l`avrei colta per spedirlo in curva.» In seguito, lo ha contattato e gli ha chiesto scusa, e l`hanno presa sul ridere. Il pugno a Colonnese? «Mi disse che Cristian non era mio figlio e persi completamente la testa.» Diversa invece la sua reazione quando Toni gli ha ricordato lo sputo a Poulsen a Euro 2004: «Ancora oggi non mi capacito di aver sputato contro Poulsen. Me ne vergogno, è un gesto brutto che da calciatore non avrei accettato di subire, perché è indegno.»

Riflessioni su Ranieri e la Roma di Oggi

Naturalmente, ci sono anche molti momenti belli da ricordare. «Non ho vinto uno scudetto, ho vinto lo Scudetto con la mia maglia, perché la maglia della Roma è cucita addosso a me,» ha concluso Totti. «Vincere il Mondiale e lo scudetto sono due sogni che ogni giocatore vuole realizzare: per me il primo era lo scudetto con la Roma. Qualcuno dirà che sono pazzo, ma lo metto un gradino sopra.» Infine, un commento sulla Roma attuale. «Ranieri è l`unico che può spiegare ai giocatori il valore di questa maglia, ma da quando è arrivato non l`ho mai sentito. Gasp (Gasperini)? Sono sicuro che mi sarei trovato bene con lui. Ora? E chi ce la fa più…»

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