Conte: «Se fossi Presidente FIGC, mi valuterei per la Nazionale»

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Antonio Conte ha espresso apertamente il suo interesse per un potenziale ritorno alla guida della nazionale italiana di calcio, riconoscendo l’incertezza sul suo futuro al Napoli. «Se fossi il Presidente della FIGC,» ha dichiarato Conte, «mi prenderei sicuramente in considerazione per il ruolo di CT dell’Italia.»

L’allenatore 56enne è ampiamente considerato un candidato di spicco per prendere le redini degli Azzurri, specialmente dopo la loro mancata qualificazione per il terzo Mondiale consecutivo. Questo segnerebbe il secondo incarico di Conte con la nazionale, avendo già allenato l’Italia dal 2014 al 2016 prima di intraprendere una sfida con il Chelsea.

Durante una recente conferenza stampa, dopo la vittoria per 1-0 del Napoli contro il Milan, un risultato che li ha portati al secondo posto in classifica, la risposta di Conte alle domande sulle voci riguardanti la nazionale è stata notevolmente schietta.

L’Ambizione di Conte per l’Italia senza filtri

Antonio Conte, allenatore del Napoli, sul campo prima di una partita

Conte ha affrontato le speculazioni dei media, affermando: «Non dimentichiamo che l’anno scorso, negli ultimi tre mesi della stagione, si parlava sui media che avrei lasciato il Napoli per la Juventus, giusto?» Ha elaborato: «I media devono scrivere qualcosa, ed è giusto che il mio nome appaia in una lista del genere. Se fossi il Presidente della FIGC, mi prenderei in considerazione tra gli altri candidati. Per diverse ragioni, includerei Conte in quella lista.»

Ha aggiunto: «Dopotutto, ho già esperienza con la nazionale e conosco bene l’ambiente. Sono lusingato dalla considerazione, poiché rappresentare il proprio paese è davvero un’esperienza meravigliosa.» Riguardo alla sua situazione di club, Conte ha chiarito: «Sapete tutti perfettamente che ho un anno rimanente sul mio contratto con il Napoli, e alla fine della stagione mi siederò con il Presidente per discutere il mio futuro.»

Antonio Conte, allenatore del Napoli, prima di una partita di Serie A

La nomina di un nuovo allenatore, tuttavia, è solo un aspetto nell’affrontare le questioni più profonde del calcio italiano, che ha faticato in modo significativo dalla sua gloriosa vittoria al Mondiale del 2006. Il trionfo a EURO 2020 ora appare più come un punto alto isolato piuttosto che un segnale di una ripresa sostenuta.

Quali passi concreti sono necessari per invertire questa preoccupante tendenza?

Conte ha lamentato: «È deludente pensare che se avessimo vinto quella lotteria dei rigori contro la Bosnia e ci fossimo qualificati per il Mondiale, la gente avrebbe parlato di un risultato monumentale e lodato il fantastico calcio dell’Italia. Sfortunatamente, in questo sport, ormai contano solo i risultati.»

Ha sottolineato la gravità della situazione: «Tuttavia, dopo tre Mondiali consecutivi senza qualificazione, qualcosa di profondamente serio deve essere fatto. Quando ero il CT della nazionale, si discuteva molto, ma ho ricevuto pochissima collaborazione dai club.»

«Attualmente, tutto è visto come una catastrofe, ma anche all’interno dei disastri c’è sempre un potenziale di recupero. Dobbiamo capire che se le cose non funzionano correttamente, rimarranno invariate indipendentemente dalla qualificazione. Se ci fossimo qualificati, gli stessi critici lo avrebbero salutato come un trionfo,» ha concluso Conte. «Ci teniamo tutti profondamente alla Nazionale, e un’azione decisa è imperativa.»

Antonio Conte, allenatore della nazionale italiana, in campo durante una partita a EURO 2016

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