Collegno: Il Padre del 13enne Aggredito in Campo Ammette «Ho Reagito Male, Guidato dalla Paura»

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Le parole del padre, che ha agito d`impulso: «Ho visto tutti sul mio ragazzo. Non avrei dovuto farlo, ma è fondamentale ricostruire l`accaduto in modo chiaro.»

`Portiere
Il portiere di soli 13 anni aggredito in campo a Collegno.

Un`escalation di violenza inaudita si è consumata al centro del campo. Le mani che si alzano, poi il buio: Thomas è stato ricoverato in ospedale, il calcio ne esce sconfitto, e il quarantenne aggressore è diventato tristemente noto attraverso un video scioccante che ha fatto il giro del web.

Guardando quelle immagini, cosa ha provato?

`Un profondo dispiacere, un senso di vergogna e di malessere. Rivedere quelle immagini, una, due, tre volte, mi ha fatto comprendere appieno quanto la paura e l`istinto abbiano avuto il sopravvento sulla ragione.`

Paura e istinto, quindi.

`Sì. La mia reazione è stata dettata dalla volontà di difendere mio figlio, che si trovava a terra, ma ammetto che non è l`esempio che avrei mai voluto dargli.`

E vostro figlio? Vi siete parlati?

`Mi ha espresso che non avrei dovuto reagire in quel modo, sebbene riconosca che anche per lui la situazione fosse di grande timore, data la violenza che stava subendo.`

Paura e istinto. E poi?

`La violenza deve essere condannata senza riserve, da qualunque parte essa provenga. Purtroppo, quando si è genitori e si vede il proprio figlio in pericolo, in determinate situazioni si rischia di perdere la lucidità.`

Riavvolgiamo il nastro.

`Non è possibile. Se solo potessi tornare indietro nel tempo…`

Niente salto delle recinzioni, niente corsa, niente di niente.

`Non agirei in quella maniera. Avrei atteso l`intervento delle persone presenti sul campo, che avrebbero sicuramente messo fine a quella violenta lite tra ragazzi una volta conclusa la partita.`

Incontrerebbe la famiglia di Thomas?

`Sì, certamente.`

Paura e istinto, giusto?

`Credo che un confronto tra genitori possa essere utile per placare gli animi e, soprattutto, per trasmettere un messaggio di riconciliazione ai nostri figli.`

E i figli, potranno mai trovare un punto d`incontro tra di loro?

`Lo auspico vivamente.`

Qualche parola…

`Sarebbe di fondamentale importanza che potessero chiarirsi. Sono entrambi giovani appassionati di calcio, lo sport che praticano.`

Un messaggio forte all`indirizzo di chi vive il pallone nel modo sbagliato.

`Insieme possono comprendere che nel calcio, come nella vita, si alternano vittorie e sconfitte, ma che l`essenziale è conservare la gioia di divertirsi.`

Lei è passato per l`aggressore di Collegno, di una domenica di fine agosto quando due squadre Under 14 si affrontavano per un torneo storico del Piemonte.

`Ho visto mio figlio a terra, circondato e colpito da più avversari. Ho avuto la netta percezione di un`azione violenta diretta contro di lui, non di un semplice diverbio sportivo. Da qui, come ho già spiegato, la paura e l`istinto mi hanno spinto a compiere un gesto che oggi non ripeterei.`

Suo figlio a terra, gli altri giocatori tutti contro tutti.

`La verità emerge chiaramente dalle immagini, che ormai in molti hanno avuto modo di visionare più volte. Credo sia evidente che il mio ragazzo sia stato aggredito e che la mia reazione sia stata inappropriata, superando i limiti del dovuto.`

Come finirà questa triste storia?

`Ritengo fondamentale che ogni istante di quanto accaduto venga ricostruito con la massima obiettività, senza omettere alcun dettaglio.`

Articolo basato su un`intervista originale.

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