Trasferito la scorsa estate per un milione di euro, il promettente trequartista nato nel 2007 si è già imposto nella squadra B del Benfica e nella Nazionale U19 italiana. E José Mourinho sembra pronto a chiamarlo in prima squadra.

A Trigoria, il rammarico per i giovani talenti che si affermano altrove sta diventando una consuetudine amara. Dopo nomi come Calafiori, Frattesi, Scamacca e Politano, la lista rischia ora di allungarsi con Federico Coletta. Il centrocampista, classe 2007, era considerato tra i migliori prospetti del vivaio giallorosso, forse il migliore in assoluto. Nonostante ciò, la scorsa estate la Roma ha scelto di non rinnovargli il contratto, cedendolo al Benfica a titolo definitivo per 1 milione di euro, con una clausola del 30% su una futura rivendita. Una decisione che ha sorpreso sia lo staff tecnico delle giovanili che la tifoseria. Oggi, Coletta ha già realizzato 2 gol in tre partite con il Benfica Under 23, ovvero la squadra riserve.
Mourinho tiene d`occhio Coletta
Federico ha segnato contro il Santa Clara il 18 ottobre e si è ripetuto ieri con l`Estoril, siglando il gol del vantaggio nel recupero del primo tempo. Parallelamente, si sta ritagliando un ruolo di spicco nella Nazionale italiana Under 19, guidata da Alberto Bollini, di cui è anche capitano. Oltre alle sue doti realizzative, il diciottenne ha mostrato una forte personalità che non è sfuggita all`attenzione di José Mourinho. Lo Special One ha sempre dimostrato un interesse particolare per i giovani di Trigoria, lanciando e valorizzando giocatori come Bove, Felix, Zalewski, Tahirovic e Pisilli durante la sua permanenza a Roma. Ora il tecnico portoghese potrebbe offrirgli la sua prima convocazione con la prima squadra, il che non farebbe che aumentare ulteriormente i rimpianti in casa romanista. Eppure, i segnali di un potenziale exploit erano evidenti: lo scorso anno Coletta era stato inserito dal The Guardian tra i 60 migliori Under 18 a livello mondiale.

Il percorso di crescita
La sua è stata una carriera interamente romanista, almeno fino allo scorso agosto. Nato nel quartiere Collatino il 29 maggio 2007, Federico ha iniziato a giocare a calcio molto presto, muovendo i primi passi nella Vigor Perconti. A soli 9 anni, la Roma lo ha ingaggiato nel proprio settore giovanile, dando il via a un`ascesa costellata di successi e salti di categoria, spesso giocando anche due stagioni sotto età rispetto ai suoi coetanei del 2007. Da bambino, ha affinato le sue capacità offensive, ricoprendo il ruolo di trequartista puro sia nel calcio a 7 che in quello a 11. Successivamente, è stato gradualmente arretrato a centrocampo, assumendo una posizione più pura da mezzala, senza però perdere la sua propensione agli inserimenti in area, la capacità di fornire assist ai compagni e, soprattutto, l`innata visione per la porta. Per le sue caratteristiche e doti fisiche (non è altissimo, ma si fa valere nei duelli), ricorda molto Davide Frattesi, cresciuto nella Roma e ancora oggi fonte di rammarico per i giallorossi.
Il caso Misitano e il futuro dei giovani romanisti
In passato, la Roma era rinomata per l`attenzione alla crescita dei suoi giovani, e grazie al proprio settore giovanile ha visto fiorire campioni come Bruno Conti, Di Bartolomei, Giannini, Totti, De Rossi, Aquilani o Pellegrini. Oggi la tendenza è cambiata, privilegiando le plusvalenze, ma questo rischia di compromettere un patrimonio calcistico. Tra i potenziali rimpianti futuri, si segnala anche Giulio Misitano (protagonista in Primavera lo scorso anno con 14 gol e 6 assist), autore di una doppietta con l`Atalanta Under 23 contro il Picerno. Per il classe 2005, si contano già 3 gol in 8 presenze. Questi due «gioielli», insomma, continuano a brillare lontano da Roma, una società che forse li ha lasciati andare con troppa fretta.
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