Il Napoli valuta Lukaku 10 milioni: Besiktas e Fenerbahce alla finestra
Romelu Lukaku sembra essere vicino alla fine della sua avventura a Napoli, con il club disposto a monetizzare la sua cessione durante la finestra estiva di calciomercato.
Secondo quanto riportato dal giornalista di mercato Nicolò Schira, attraverso IlNapolista, le società turche Fenerbahce e Besiktas hanno manifestato interesse per l'attaccante belga. Il Napoli ha fissato una richiesta di 10 milioni di euro per lasciarlo partire.
L'ex attaccante dell'Inter e del Chelsea, che percepisce uno stipendio netto di 8 milioni di euro a stagione ed è legato al club partenopeo da un contratto fino a giugno 2027, non rientra più nei piani del club dopo una stagione al di sotto delle aspettative.
La richiesta di 10 milioni di euro corrisponde approssimativamente al suo valore contabile, il che significa che una cessione a titolo definitivo non registrerebbe una minusvalenza. Questa rappresenta una prospettiva interessante per un club che cerca di raccogliere fondi e ridurre il proprio monte ingaggi.
L'arrivo di Allegri ridisegna l'attacco del Napoli: Lukaku verso l'addio
Questa potenziale cessione si inserisce in un più ampio processo di rinnovamento della linea offensiva del Napoli.
Con Massimiliano Allegri ora sulla panchina, l'intero reparto d'attacco è sotto esame, e i nomi più altisonanti e costosi del club sono finiti sotto particolare scrutinio. La partenza di Lukaku libererebbe un ingente stipendio e consentirebbe al Napoli di reinvestire su un profilo più adatto alle idee del nuovo tecnico.
Il nodo cruciale, come sempre, resta lo stipendio di 8 milioni di euro, una cifra considerevole che restringe il campo delle società in grado di accoglierlo, sebbene le squadre turche abbiano tradizionalmente la capacità di sostenere tali salari.
Nonostante una stagione al di sotto delle aspettative, spesso condizionata dagli infortuni, Lukaku ha dimostrato di poter ancora incidere, soprattutto come opzione dalla panchina. Pertanto, questa mossa è guidata più da considerazioni economiche della rosa e da un adeguamento tattico che da un crollo del suo valore.
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