Il celebre attore Lino Banfi ha rilasciato un`intervista a La Gazzetta dello Sport, di cui pubblichiamo un interessante stralcio.
Da Andria a Roma: la nascita di un tifoso giallorosso
Nonostante le sue radici profondamente pugliesi – tanto da aver aperto un`orecchietteria nella Capitale –, Lino Banfi racconta il suo inaspettato percorso che lo ha portato a diventare un fervente tifoso della Roma. Giunto a Roma alla fine degli anni `50, la sua priorità non era il calcio, bensì la sopravvivenza: era più preoccupato di procurarsi un pasto che di seguire una squadra. La sua passione per la Roma è nata in circostanze particolari, quando ha iniziato ad accompagnare tifosi disabili allo Stadio Olimpico per una piccola ricompensa, che a volte includeva anche un pasto.
Se la sua prima esperienza fu con un tifoso laziale piuttosto taciturno e già sazio, un incontro successivo si rivelò decisivo. Fu con un simpatico e, soprattutto, affamato sostenitore romanista. Questo tifoso, dopo essere stato accompagnato allo stadio, offrì a Banfi ben due piatti di amatriciana, un gesto di generosità che lasciò un segno indelebile. Da quel momento, frequentando regolarmente le partite con questo nuovo amico, Banfi si trasformò gradualmente da semplice simpatizzante a vero e proprio tifoso giallorosso, innamorandosi dei colori e dello spirito romanista.
Liedholm, il «Pugliese» e l`idea de «L`allenatore nel pallone»
Il leggendario Nils Liedholm in persona fu la scintilla che accese l`idea per il film iconico di Banfi, «L`allenatore nel pallone». Banfi ricorda un volo Roma-Milano in cui si trovò seduto accanto a Liedholm, il quale gli suggerì: «Sei molto bravo, perché non fai un film sulla vita di un allenatore? Perché non fai quello pugliese che si chiama proprio Pugliese?». Liedholm si riferiva a Oronzo Pugliese, figura che sarebbe poi diventata il prototipo per l`indimenticabile Oronzo Canà di Banfi, un personaggio entrato nell`immaginario collettivo italiano.
La Roma attuale e il sogno di Trigoria come Oronzo Canà
Riguardo all`ottima posizione attuale della Roma, Banfi manifesta il suo entusiasmo. Sebbene in passato fosse convinto che la presidenza del club dovesse essere ricoperta da un romano, l`arrivo della famiglia Friedkin lo ha fatto ricredere. L`attore ha persino scoperto il loro passato di importanti produttori cinematografici! Banfi apprezza ora il loro approccio più orientato agli affari, considerandolo un vantaggio il fatto che non si lascino coinvolgere eccessivamente dalle dinamiche emotive dello spogliatoio o dei singoli giocatori. Per Banfi, la loro focalizzazione sul business può solo giovare al club.
Il suo sogno più grande? Visitare Trigoria, il centro sportivo della Roma, non nei panni di Lino Banfi, ma come il suo amato personaggio Oronzo Canà. Lì, con un megafono in mano, vorrebbe sorprendere la squadra durante l`allenamento urlando le sue celebri e colorite frasi: «Che caz… fate, porca puttena!». Il suo desiderio è di assistere alle reazioni e alle facce dei giocatori di fronte a tale inaspettata e divertente irruzione del «Mister» più iconico del cinema italiano.
