Carlo Ancelotti sostiene che il calcio italiano abbia perso «ritmo» e avverte che gli Azzurri «devono recuperare i difensori», poiché il gioco «non riguarda solo il segnare più gol del proprio avversario».
Il CT del Brasile, Carlo Ancelotti, analizza la crisi del calcio italiano in un’intervista a Il Giornale.
Gli Azzurri hanno mancato la qualificazione ai Mondiali per la terza volta consecutiva, e nessun club di Serie A sarà presente nelle semifinali delle coppe europee in questa stagione.
Ancelotti ha iniziato analizzando il divario tra la Serie A e le partite di Champions League.
Ancelotti: Italia e Serie A hanno «perso ritmo»
«La differenza fondamentale è il ritmo», ha dichiarato.
«Non solo la corsa fisica, ma il ritmo mentale, il coinvolgimento costante, l’intensità, che non è una parola vuota e non può essere applicata solo in certe fasi della partita. Il calcio italiano ha perso esattamente questo.»
«Ha perso anche solidità», ha continuato Ancelotti.
«Già ci manca talento in altre zone del campo, ma l’eccessiva focalizzazione sulla tattica ha distorto le nostre caratteristiche, quelle su cui abbiamo sempre costruito la nostra storia.»
L’Inter di José Mourinho è stata l’ultima squadra di Serie A a vincere la Champions League nel 2009-10, e solo l’Atalanta ha raggiunto gli ottavi di finale della competizione d’élite europea in questa stagione, con Inter e Juventus eliminate nei playoff a eliminazione diretta e il Napoli nella fase a gironi.
«I grandi giocatori stranieri non vengono più in Italia. All’estero, con diritti televisivi sostanziosi e investitori potenti, si forma un mercato più attrattivo», ha affermato Ancelotti.
«Quindi in Serie A non ci sono più giocatori di livello internazionale come Falcao, Maradona, Platini, Krol, Rummenigge, Ronaldo, Ronaldinho e tutti gli altri di un’era lontana. Da chi imparano i giovani giocatori italiani?»
Il Como è uno dei club emergenti più interessanti in Serie A, ma Ancelotti ritiene che non stia dando un contributo significativo al calcio italiano.
«Non vedo molti giocatori italiani lì», ha argomentato il CT del Brasile.
«Ma parlando di fragilità difensiva, l’Atalanta gioca un calcio aggressivo uno contro uno e, per questo motivo, si assume enormi rischi. Basta rivedere la loro partita contro il Bayern.»
Infine, Ancelotti ha aggiunto: «O recuperiamo i difensori, o meglio dire la mentalità difensiva che ci ha portato successi a livello di club e nazionale, o continueremo a soffrire. Il calcio non riguarda solo il segnare più gol del proprio avversario, ma anche il concederne meno. Non è un’affermazione banale.»
