Carlos Alcaraz sul suo dualismo con Jannik Sinner: `È una bella persona, le nostre sfide spingono il tennis oltre i limiti`

Carlos Alcaraz non è certo un uomo da calcolatrice, ma il suo prossimo obiettivo è chiarissimo: riconquistare il trono di numero uno del mondo, attualmente occupato da Jannik Sinner. La delusione per la finale di Wimbledon persa sembra ormai superata, a giudicare dal buonumore e dai sorrisi mostrati ieri a Madrid. Dopo un periodo di riposo a Murcia, ora la sua mente è proiettata verso la trasferta nordamericana; è ufficiale che salterà il Masters 1000 di Toronto, ma il duello con Sinner riprenderà a Cincinnati.
Il video qui sotto mostra Jannik Sinner e la sua passione per le auto sportive, in particolare la sua Ferrari.

Carlos, nella seconda parte dell’anno dovrà difendere molti meno punti di Jannik, 1060 contro 6030. È pronto a riprendersi il primo posto in classifica?
`Sì, sono pronto. L’anno scorso, dopo le Olimpiadi, ho fatto fatica a esprimermi e non ho realizzato grandi risultati. Quindi, d’ora in poi non avrò tanti punti da difendere fino alla fine della stagione. Darò il massimo nei prossimi tornei per conquistare il maggior bottino possibile. So che a Sinner non importa se avrà tanti punti da difendere, lui è un gran lottatore che gioca sempre per vincere e non si fa condizionare da questo. Ma io sono pronto per la sfida, in questo momento il mio primo obiettivo è riprendermi la prima posizione del ranking. Ora mi sto preparando per i tornei americani, in modo da arrivare al massimo della forma per gli Us Open.`
Quanto è importante la rivalità tra lei e Sinner per il movimento tennistico, dopo l’era dei “Big Three”?
`È una grande cosa per il nostro sport, perché invoglia le persone a guardare il tennis e a praticarlo. Le nostre sfide, come le ultime al Roland Garros e a Wimbledon, sono sempre molto attese. Più partite giocheremo contro e più persone coinvolgeremo in questo sport. Anche perché ogni volta che ci affrontiamo ci spingiamo entrambi oltre i nostri limiti.`
Ogni volta che ci affrontiamo ci spingiamo entrambi oltre i nostri limiti
Crede che lei e Jannik resterete sempre amici, nonostante questo dualismo?
`Il tennis è uno sport particolare che permette di essere grandi rivali in campo e, allo stesso tempo, di rispettarsi. Io e Sinner siamo buoni amici, possiamo parlare di tante cose fuori dal campo. Io ho grande rispetto per lui, è una bella persona, sono sicuro che riusciremo sempre a mantenere questo rapporto.`

Nella prima parte di quest’anno ha giocato sottotono durante i tre mesi di stop di Sinner, poi sulla terra è rinato vincendo 22 partite su 23 e tre tornei. A Wimbledon Jannik si è preso la rivincita dopo il Roland Garros. Che voto darebbe finora al suo 2025?
`Devo dire che la stagione è andata davvero bene. Ho fatto grandi cose, ho raggiunto molti degli obiettivi che mi ero posto all’inizio dell’anno, quindi sono felice di tutto quello che ho fatto in campo finora e spero di continuare così per il resto dell’anno.`
Parigi, con i tre match point consecutivi annullati a Sinner e un fantastico quinto set, è stato l’apice.
`Spesso ci penso e ancora non so come sia riuscito a ribaltare quella partita. La verità è che nello sport, ma non soltanto nello sport, devi continuare a crederci, a crederci fino in fondo. Il tennis è una strada lunga e impegnativa, e sei completamente solo con i tuoi pensieri. Quindi la chiave, nella finale del Roland Garros contro Jannik, è stata quella: pensare di poter vincere la partita, anche nei momenti più difficili, senza lasciarsi abbattere.`
E Wimbledon? A un certo punto, in campo, si è rivolto al suo angolo e ha detto che Sinner da fondocampo era meglio di lei. Sembrava un’ammissione di resa.
`È quello che pensavo realmente in quel momento. Jannik è stato straordinario. Io ho dato quello che potevo, e comunque sono contento del percorso fatto.`

Di recente, ha raccontato di come è riuscito a riprendere il feeling con il gioco pensando al tennis come a un divertimento, non come a un lavoro. Secondo lei, questo è il modo giusto per affrontare la pressione e sostenere il peso delle aspettative?
`Per me è così. Dipende tutto dall’approccio mentale. Per me si tratta solo di giocare a tennis, quindi non penso ad altro. Ogni volta che devo affrontare una partita, mi ricordo semplicemente che questo è il mio sogno ed è ciò che ho sempre voluto fare fin da quando ero bambino. È il modo più semplice per gestire tutta la pressione. Mi concentro solo sul gioco, e questo basta.`
La salute mentale è un tema rilevante per gli sportivi. Di recente ne hanno parlato diversi tennisti, da Ruud a Zverev. Lei ha una mental coach che la segue, giusto?
`Sì, ce l’ho, da circa cinque anni ormai, e mi aiuta molto. Sento davvero la differenza rispetto al passato. Perché a volte mi vengono pensieri negativi, ma lei mi aiuta a gestirli. Mi ha dato dei consigli su come affrontare lo stress della partita, e la situazione è migliorata molto. Come ho detto, è tutto nella testa. Ma non è solo una questione mentale: dipende anche dalla partita, da come la affronti, da tutto.`
E come gestisce le aspettative dei media e degli appassionati? Dopo la finale persa a Wimbledon, in Spagna non sono stati teneri con le critiche. Ingenerose, a dirla tutta.
`Cerco di non pensarci troppo, perché c’è stato un periodo in cui mi lasciavo davvero influenzare dalle critiche, e quello è stato un momento molto difficile. Quindi adesso cerco di non dare troppo peso a certe parole che vengono dette. In questi anni, poi, ho capito che conta ogni piccolo passo e che si può trarre insegnamento anche dalle sconfitte. Non è necessario essere fenomeni ogni giorno, l’importante è essere costanti e sforzarsi di migliorare. Sempre.`
